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Dalla fama di “Balla coi lupi” alla cronaca nera: ergastolo per l’ex attore accusato di abusi sessuali

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Ergastolo per l’ex attore di “Balla coi lupi”: condannato per abusi sessuali e manipolazione spirituale ai danni di donne indigene.

Il caso di Nathan Chasing Horse ha attirato grande attenzione internazionale per la gravità delle accuse e per il contesto in cui si sono sviluppate. L’ex attore di Balla coi lupi sarebbe stato giudicato colpevole di una serie di abusi sessuali ai danni di donne e ragazze indigene, sfruttando secondo l’accusa il proprio ruolo di guida spirituale.

Da star di Balla coi lupi all’ergastolo: la parabola di Nathan Chasing Horse

Come riportato dalla CNN, un tribunale del Nevada pare abbia inflitto l’ergastolo a Nathan Chasing Horse, ex attore noto per il ruolo nel film “Balla coi lupi” (“Dances With Wolves”). L’uomo, 49 anni, sarebbe stato giudicato colpevole da una giuria per 13 capi d’accusa, principalmente legati ad abusi sessuali commessi su tre donne e ragazze indigene.

Secondo l’accusa, avrebbe sfruttato la propria immagine di leader spirituale per ottenere controllo e manipolare le vittime. Durante la lettura della sentenza, la giudice avrebbe sottolineato la gravità del suo comportamento affermando: “Hai approfittato della fiducia di queste donne e della loro spiritualità, e le hai manipolate per la tua gratificazione personale”.

Una giuria lo aveva già riconosciuto responsabile di molte delle accuse, mentre altre sono state respinte.

In aula, le vittime hanno raccontato il dolore ancora presente: Corena Leone-LaCroix, che avrebbe avuto 14 anni al momento dei fatti, ha dichiarato: “Non c’è modo di recuperare la giovinezza, la perdita dell’infanzia, la mia prima volta, il mio primo bacio, la diploma che non ho mai avuto in tempo”, aggiungendo: “La vita che quella bambina avrebbe potuto vivere mi è stata portata via per sempre”. Anche altre testimonianze hanno evidenziato il trauma persistente, tra cui quello di Siera Begaye, che ha detto: “Scelgo di vedere questo momento come un nuovo inizio” e “Ricostruirò la mia vita, riprenderò la mia voce e continuerò a lottare per il futuro che merito”.

Nathan Chasing Horse condannato all’ergastolo: la difesa respinge ogni accusa

Nel corso del processo, stando a quanto riportato dalla CNN, i procuratori avrebbero descritto Chasing Horse come autore di una lunga serie di abusi protratti per circa vent’anni, sostenendo che abbia costruito “una rete di abusi” approfittando della fiducia delle vittime. La vice procuratrice distrettuale Bianca Pucci ha spiegato che l’uomo avrebbe utilizzato pratiche spirituali per esercitare pressione e controllo, anche con minacce gravi. La difesa ha respinto ogni accusa, sostenendo l’innocenza dell’ex attore. Chasing Horse ha continuato a negare tutto fino alla sentenza, dichiarando: “Questa è un’ingiustizia” mentre la giudice ha espresso sorpresa per il suo rifiuto di riconoscere i fatti emersi in aula.

L’inchiesta, avviata nel 2023, avrebbe avuto ripercussioni anche fuori dagli Stati Uniti: in Canada sarebbero stati aperti procedimenti paralleli ancora sospesi o in corso, inclusi casi in British Columbia e Alberta. Nato nella riserva di Rosebud nel South Dakota e diventato noto grazie al film di Kevin Costner, Chasing Horse aveva poi costruito una reputazione legata a cerimonie e pratiche di guarigione indigene, utilizzata secondo l’accusa per avvicinare e controllare le vittime.