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Berlusconi-Salvini: nuova querelle sui dazi doganali

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Berlusconi critica i dazi doganali e la politica economica protezionistica di Trump. Salvini invece afferma di voler fare altrettanto in Italia

Silvio Berlusconi e Matteo Salvini divergono sulla politica economica. Questa mattina ai microfoni di Rtl 102.5, il leader di Forza Italia si è espresso “d’accordo sulle posizioni della signora Merkel”. Quest’ultima dal Forum economico di Davos ieri aveva tuonato contro la politica economica doganale degli Usa, criticando il protezionismo ed esprimendosi a favore della cooperazione multilaterale e del libero commercio.

Salvini invece, ospite di Mattino Cinque, dice di stare con Trump: “Lui difende l’industria americana, vuole salvare i posti di lavoro. Io voglio fare la stessa cosa”.

Berlusconi-Salvini: nuova divergenza

Matteo Salvini molto semplicemente ha affermato che per lui “non è giusto licenziare a Milano e aprire in Romania o in Cina per poi rivendere nei nostri supermercati. Se lo vuoi fare paghi di più”. La politica economica protezionistica americana piace al segretario del Carroccio, che aggiunge: “Ce ne sono già dazi dell’Ue su alcuni prodotti ma ci sono tanti settori come la ceramica o il tessile, che non sono stati difesi dai governi italiani impegnati, male, nelle banche”.

Berlusconi, reduce dall’incontro a Bruxelles con i dirigenti del Partito Popolare Europeo, si è espresso invece sulle stesse posizioni degli altri leader europei come Merkel e Macron. I due ieri sono stati i protagonisti della seconda giornata del World Economic Forum di Davos esprimendo posizioni di libero commercio. Il tema al centro della discussione su cui ruota attorno il Forum è la crisi della globalizzazione, che ha contribuito ad aumentare le diseguaglianze, penalizzando soprattutto i giovani.

Il premier Paolo Gentiloni ha anche lui espresso, ospite alla prima giornata, il suo monito contro il populismo e il protezionismo economico. Da qui parte anche Merkel che ha dichiarato: “Il protezionismo non è la risposta giusta”, la strada è quella del “multilateralismo e della cooperazione”. D’accordo anche Emmanuel Macron e la Cina, per voce del consigliere economico di Xi Jinping, Liu He. E’ la risposta all’America muscolare di Donald Trump che alza i dazi doganali.

Berlusconi e l’establishment

Berlusconi è apparso rafforzato politicamente a livello europeo dal meeting con gli alti dirigenti del Partito Popolare Europeo. Alla cena erano presenti anche il Presidente del Consiglio Europeo Antonio Tajani, molto vicino a Silvio Berlusconi e il presidente dei popolari tedeschi Weber. Berlusconi rappresenta la continuità, la stabilità a livello europeo. Rinsaldato il legame con Merkel, l’ex cavaliere desidera ottenere nuovamente il voto dei “moderati”, angosciati dall’imprevedibile scorrere degli eventi dell’epoca contemporanea e dalla mancanza di punti di riferimento.

Salvini, invece rappresenta l’ “anti-sistema”, pur richiamandosi alle ricette economiche del Presidente degli Stati Uniti d’America. Il segretario della Lega cerca il voto degli italiani arrabbiati, sfiduciati dall’ordine delle cose attuali. Esprimendo la priorità di dare il lavoro prima agli italiani o comunque proteggere il mercato nazionale, cerca di dare solidi basi agli italiani attraverso la politica del nazionalismo.


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