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Coronavirus, quali sono le professioni più a rischio

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Molte professioni risentono del blocco totale del coronavirus: tra queste, quelle del mondo dell'arte, del cinema, dello sport e della ristorazione.

L’Italia soffre per il coronavirus e così anche i lavoratori: alcune professioni sono però più a rischio di altre. La quarantena e il blocco totale delle attività ha infatti messo in seria difficoltà moltissimi impieghi. La Fondazione dei Consulenti del Lavoro ha analizzato la situazione e ha fornito un quadro preciso. Al momento 3 milioni di lavoratori si trovano a casa per rispettare le istruzioni governative. Tra questi, 1 milione sono lavoratori autonomi e 1,9 milioni sono dipendenti.

Le prime attività a risentire del coronavirus sono state quelle sportive e teatrali. La soppressione di spettacoli, partite e presentazioni ha senza dubbio avuto grande incisività sul bilancio di queste manifestazioni. Un rappresentante della categoria di prim’ordine, Massimo Popolizio, si è espresso in merito.

L’attore teatrale ha infatti rilasciato una dichiarazione, parlando del disagio vissuto da tutta la sua categoria. “Siamo vittime primarie della chiusura delle sale teatrali, perché percepiamo solo il minimo sindacale per tutti i giorni in cui non possiamo lavorare“.

La dichiarazione dell’attore è stata rilanciata sui social e ha innescato un dibattito sulla crisi del mondo teatrale, colpito duramente dall’emergenza covid-19. Anche i cinema risentono della pandemia: le sale sono chiuse e gli operatori di sala, i bigliettai, tutte le persone che gravitano nelle strutture cinematografiche sono rimaste a casa.

Coronavirus, le professioni più a rischio

Lo stesso vale per le manifestazioni sportive, che hanno risentito della crisi covid-19 sin dall’inizio. Le professioni più a rischio sono quelle del personale di sorveglianza, come gli steward, ma rientrano in questa categoria anche le attività commerciali che gravitano attorno a stadi e palazzetti.

Risentono enormemente della pandemia anche cuochi, ristoratori, baristi, tutti coloro che lavorano in esercizi commerciali volti all’aggregazione. La chiusura di manifestazioni d’ogni sorta espone a rischio le hostess e il personale di vigilanza.

Molto colpito anche il settore del turismo, ora che l’Italia è un paese da evitare. Titolari e personale di bed&breakfast, alberghi e strutture ospitanti sono in grave difficoltà. Lo stesso vale anche per coloro che lavorano nei siti artistici, nei musei o nelle ville che normalmente sono affollate da turisti. A questi si aggiungono anche lavoratori del mondo dei trasporti aerei o stradali.

Nata a Roma nel novembre del 1992, ha studiato lettere all'università La Sapienza e si è successivamente avvicinata al mondo della comunicazione. Ha collaborato con Bossy e L'Indiependente.


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Beatrice Carvisiglia

Nata a Roma nel novembre del 1992, ha studiato lettere all'università La Sapienza e si è successivamente avvicinata al mondo della comunicazione. Ha collaborato con Bossy e L'Indiependente.

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