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Elezioni 25 settembre, come funziona l’attuale legge elettorale

La caduta del governo Draghi ha schiuso le porte allo scioglimento delle Camere: ecco come funziona l’attuale legge elettorale e con quali procedure

Il 25 settembre si andrà al voto con il "Rosatellum"

La caduta del governo Draghi ha schiuso le porte allo scioglimento delle Camere ed alle elezioni del 25 settembre, elezioni che saranno regolate da un metodo normativo, ecco come funziona l’attuale legge elettorale. Sarà infatti il “famigerato Rosatellum” a determinare il meccanismo che deciderà vincitori, vinti e sherpa di coalizione.

Ma cos’è il Rosatellum? Si tratta di una legge elettorale secondo cui l’elezione dei parlamentari deve avvenire con due distinti processo processi. Quali? 

Come funziona l’attuale legge elettorale

Il 61% dei candidati è eletto con il sistema proporzionale e il 37% con quello maggioritario per mezzo di collegi uninominali. Manca al conto un 2% che invece è riservato al voto delle circoscrizioni estere. Ma cosa si intende per collegi uninominali? Sono quelli in cui gli elettori scelgono un solo rappresentante in Parlamento.

Riassumiamo: per quota maggioritaria l’Italia è suddivisa in diversi collegi uninominali sia per la Camera sia per il Senato. Il candidato più votato va in Parlamento. E la quota proporzionale? Lì il listino può essere formato da un minimo di due fino a un massimo di quattro nomi con la regola delle quota di genere, cioè? Nessun sesso può superare il 60% dei candidati presentati. Per le singole liste la soglia di sbarramento è del 3%, per le coalizioni è al 10%

Candidati, coalizioni e soglia

E in queste circostanze la preferenza espressa a un partito varrà per il proporzionale e andrà direttamente al candidato nel collegio. E i voti dati solo al candidato e non alla coalizione? Quelli andranno ripartiti in maniera proporzionale tra i vari partiti che appoggiano quel candidato. Attenzione: le liste che non raggiungeranno l’1% dei voti non saranno conteggiate, tuttavia una lista posizionata tra l’1% e il 3% che non eleggerà parlamentari non vedrà i suoi voti dispersi, ma ripartiti in maniera proporzionale tra le liste della sua coalizione che hanno superato la soglia di sbarramento.

Capito in cosa ci siamo cacciati?

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