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Omosessuale aggredito con acqua bollente, la famiglia: “E’ omofobia”
Esteri

Omosessuale aggredito con acqua bollente, la famiglia: “E’ omofobia”

attacco omofobico in Cile

La vittima è stata trasportata all'ospedale di Magallanes, dove gli sono state riscontrate diverse ustioni su tutto il corpo.

Accade a Porvenir, vicino a Santiago del Cile. Un uomo di 60 anni, José David Muñoz Vargas, è stato brutalmente aggredito mentre si trovava in casa con un amico. Due individui avrebbero gettato addosso alla coppia dell’acqua bollente per poi dileguarsi. Muñoz è stato portato d’urgenza all’Unità di Trattamento Intermedio dell’ospedale di Magallanes, dove le sono state riscontrate ustioni sulle spalle, sulle braccia e sui glutei. Secondo alcune indiscrezioni, pur essendo cosciente solo a tratti, sarebbe stato in grado di descrivere il terribile accaduto nei dettagli. Preoccupati i familiari, convinti che il movente dell’aggressione sia stato l’omofobia, considerando l’orientamento sessuale dell’uomo.

Le indagini

All’inchiesta hanno collaborato i familiari di Muñoz, in particolare la nipote Erin Ruiz, che è stata ascoltata dal pm di Porvenir Wendoline Acuña per condividere con gli inquirenti informazioni sulla vita della vittima utili a rintracciare gli aggressori.

La nipote ha voluto ringraziare gli abitanti di Porvenir, specie i vicini di casa di Muñoz.

Alcuni di loro hanno rivelato di avere intravisto degli sconosciuti introdursi nell’abitazione dell’uomo.

Uno degli aggressori sarebbe un ragazzo di 18 anni, la cui madre e sorella hanno parlato direttamente con i familiari della vittima, mostrandosi mortificate e preoccupate per la salute dell’uomo.

A restare coinvolto nell’attacco omofobo sarebbe anche l’amico della vittima, che la nipote di Muñoz e il pm sperano di potere ascoltare al più presto per avere maggiori dettagli sul terribile accaduto.


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