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Coronavirus, chiamata d’emergenza dal padre del paramedico

Arriva una chiamata d'emergenza per Coronavirus, era il padre del paramedico che ha risposto al telefono. Il 94enne era un veterano di guerra.

Coronavirus, chiamata d'emergenza al paramedico: era suo padre
Un paramedico riceve una chiamata d'emergenza per Coronavirus, era suo padre.

Il paramedico Sara Chick ha ricevuto una chiamata d’emergenza per Coronavirus, era suo padre di 94 anni. Il veterano di guerra Stanley Loosey aveva contratto la malattia e necessitava di un ricovero ospedaliero urgente, secondo le parole della figlia è stata la telefonata più difficile della sua vita.

Chiamata d’emergenza Coronavirus: era il padre

È stata la stessa Sara ad andare a prendere il padre, assieme ai colleghi, in ambulanza. Dopo quattro giorni di ricovero presso il Tunbridge Wells Hospital di Pembury, nel Kent, il virus si è portato via l’anziano signore.

Sconvolta dal comportamento dei cittadini inglesi in spiaggia, durante l’emergenza sanitaria, il paramedico ha voluto raccontare la sua storia al The Sun.

“Mio padre non voleva fossi io a portarlo in ospedale, per non rischiare di contagiarmi, ma ho insistito”, dice Sara Chick, “Ho dovuto portarlo direttamente nel reparto Covid, cercando di essere più professionale possibile ma poi ho perso il controllo”.

Veterano della Seconda Guerra Mondiale

Stanley viveva a Crowborough, East Sussex, con la moglie Pamela di 86 anni e solo 5 mesi prima della sua morte aveva ricevuto l’onorificenza della “Légion d’honneur” francese per il suo ruolo durante la Seconda Guerra Mondiale.

“Non parlava mai del suo passato, lo ricordava come un periodo triste nel quale ha perso tanti amici”, racconta la figlia.

Nell’ultimo periodo Stanley soffriva di cali di potassio e, dato che era affetto dal morbo di Parkinson, Sara si occupava solamente di lasciargli la spesa davanti alla porta di casa per via del lavoro a rischio Covid. Secondo lei sono state le persone che si occupavano di lui e a contagiarlo, dal momento in cui non indossavano alcun dispositivo di protezione personale. Tutta questa gente che si comporta come se nulla fosse, mi fa arrabbiare. La seconda ondata della pandemia è dietro l’angolo”, conclude il paramedico.

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