Fede a "Non è l'Arena": il suo viso 'tirato' scatena il web
Fede a “Non è l’Arena”: il suo viso ‘tirato’ scatena il web
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Fede a “Non è l’Arena”: il suo viso ‘tirato’ scatena il web

emilio fede

Ospitato da Giletti, Emilio Fede racconta la sua carriera giornalistica. Molti spettatori però ironizzano sui cambiamenti del suo viso

Da molto tempo Emilio Fede non si presentava in uno studio televisivo. Ha destato perciò stupore la sua partecipazione a Non è l’Arena di Massimo Giletti. L’intervista ha toccato diversi argomenti ma ciò che ha incuriosito il pubblico è stato il volto dell’ex direttore del Tg4. Il viso infatti è apparso particolarmente tirato, tanto che molti utenti si sono chiesto se si sia sottoposto a qualche ritocco: “Mamma mia ma Emilio Fede che ha fatto alla faccia??”, “Emilio Fede quasi irriconoscibile… zigomi gonfi e bocca rimpolpata! Mah…”

L’ironia del web

L’ironia si è scatenata e le critiche sono state tante e impietose: “Emilio Fede si presenta con la faccia tirata e i labbroni di gomma. Di una tristezza infinita. Pietà…”, “Non è vero che Berlusconi non parla più con Emilio Fede. Gli ha consigliato il suo chirurgo plastico, gli effetti sono devastanti su entrambi”, “Ma Emilio Fede si sta trasformando in Patty Pravo?”

Una lunga carriera

Giletti ha posto domande su diversi argomenti, dalla vita privata e alla carriera del celebre direttore del Tg4.

Una parte importante della sua esperienza di giornalista, ricordata Fede, è stata l’attività di inviato seguendo Aldo Moro nei suoi viaggi all’estero. “Una volta mi disse- racconta Fede- che avrebbe voluto ‘aprire a sinistra’, avviare un dialogo sincero con altre forze parlamentari. ‘Mi fermeranno prima’ ha aggiunto Moro”. Il giornalista racconta anche del buon rapporto che lo ha legato a Rocco Casalino, responsabile della comunicazione del Movimento 5 Stelle: “Dopo il Grande Fratello, Rocco venne da me in segreteria per chiedermi aiuto: ‘Direttore aiutami, non so cosa fare adesso, c’è questo Movimento che sta per nascere…’. Io risposi ‘Vai, offriti come pr, per le pubbliche relazioni e la comunicazione'”. Classe 1931, Emilio Fede inizia la sua attività di giornalista sulla carta stampata, scrivendo per Il Momento- Mattino (Roma) e la Gazzetta del Popolo (Torino). Nel 1954 approda in Rai e nel 1961 il rapporto con la televisione di stato diventa esclusivo. Per otto anni, Fede è l’inviato speciale per l’Africa. Successivamente lavora a TV7, settimanale d’inchiesta del Tg1, insieme a Sergio Zavoli; dal 1976 al 1982 conduce il Tg1 e dal 1981 al 1983 ne è il direttore. Nel 1987 però i rapporti con la Rai si chiudono e non in modo amichevole; due anni dopo, Fede sbarca a Fininvest, dove dirige prima Studio Aperto e, dal 1992, il Tg4. Come direttore, Fede riceve diverse critiche perché troppo sbilanciato a favore di Silvio Berlusconi. Nel 2011 il giornalista non lavora più in modo continuativo con Fininvest. Ma, dal 2010, sono le vicende giudiziarie che di fatto isolano uno dei volti più noti della televisione italiana. Emilio Fede è infatti uno degli indagati dalla Procura di Milano per induzione e favoreggiamento della prostituzione nell’ambito del ‘processo Ruby’. Nel 2013 viene condannato a sette anni di reclusione, pena diminuita poi l’anno successivo in Corte d’Appello a quattro anni e dieci mesi. Nel 2015 la Corte Suprema di Cassazione accoglie il suo ricorso e rinvia a un nuovo processo d’appello.

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