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Fukushima: lo scenario in 25 foto illegali di un Urbex giapponese

Dopo il disastro nucleare di Fukushima, avvenuto l’11 marzo 2012 nella parte settentrionale del Giappone, l’area fu abbandonata e tale è rimasta: ecco 25 immagini “rubate” da Urbex.

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Lo scenario

Poco più di sei anni fa, l’11 marzo 2011, il Giappone e il mondo furono scioccati dal disastro nucleare avvenuto quando si fuse il reattore nucleare di Fukushima. A seguito di un allarme tsunami, fu evacuata una zona di circa 30 chilometri – 5 in più di quanto accadde a Chernobyl il 26 aprile del 1986 – e molte località sono rimaste come allora.

Ci vorrebbe un permesso speciale per accedervi, ma un fotografo di Urbex, Keow Wee Loong, malese, vi è entrato di nascosto, di notte, munito di mascherina protettiva, per “rubare” immagini, 25 per la precisione, che documentassero quella desolazione – Wee Loong ha spiegato di aver effettivamente chiesto alle autorità il permesso di effettuare una perlustrazione, ma per ottenerlo avrebbe dovuto attendere tre o quattro settimane, così egli ha voluto evitare noiose lungaggini burocratiche –.

Osservazione

Ebbene, il giovane ha raccontato che, quando è entrato nella “zona rossa”, ha iniziato ad avvertire un “bruciore negli occhi” e una sorta di “odore chimico nell’aria”.

Una delle 25 immagini

E’ stato un viaggio rischioso per intossicazioni e radiazioni, in cui però Keow Wee Loong ha potuto vedere uno spettacolo decisamente interessante: negozietti in rovina, macerie tutt’intorno ad edifici ancora in piedi ma pericolanti, un’enorme quantità di merce per terra, scaffali vuoti, scatoloni, strade deserte, persino macchine abbandonate e tanto altro. Questo scenario cambierà o è destinato alla desolazione perenne in ricordo del “disastro di Fukushima” – che comunque non potrà mai essere dimenticato – ?

Il disastro nucleare

Il disastro nucleare di Fukushima fu causato dal terremoto e dallo tsunami avvenuti nella regione del Tōhoku, nel Nord del Giappone. Vi furono 18.000 vittime, travolte dall’acqua del mare con onde alte 14 metri. La centrale venne coinvolta in una serie di devastanti fenomeni che portarono alla sua distruzione: tre reattori subirono continui danni ed esplosero finchè, il 15 marzo, gli impianti di raffreddamento non ripresero a funzionare normalmente.

Il disastro di Fukushima

La centrale nucleare era stata gravemente danneggiata, il mare inquinato con sostanze tossiche e si liberò una nube radioattiva che minacciò il mondo intero. Vi furono anche conseguenze politiche e l’azienda TEPCO, che si occupava della centrale, finì sul banco degli imputati, venendo condannata.

Nel giugno di quell’anno, in Italia si svolse il referendum sul nucleare e anche ciò che successe in Giappone, influì sulla vittoria del referendum abrogativo. L’allerta infatti arrivò pure in Europa, che non fu esente dall’ordinare controlli e ridimensionamenti degli impianti. La Germania, per esempio, si spinse ad annunciare lo smantellamento dei propri entro il 2022.


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