Gli incendi che hanno devastato la Grecia negli ultimi mesi hanno messo in luce un problema critico: l’infrastruttura elettrica del paese. Secondo le indagini preliminari, le scintille provenienti dalla rete elettrica obsoleta sono responsabili di una parte significativa degli incendi più distruttivi. Questo fenomeno non solo ha causato enormi danni ambientali, ma ha anche avuto un impatto tragico sulle comunità locali.
Le autorità greche stanno esaminando attentamente il ruolo della rete elettrica negli incendi recenti. Le indagini hanno rivelato che, sebbene la rete elettrica sia responsabile di una piccola percentuale di incendi, quelli che si originano da essa tendono a essere i più devastanti. Questo perché spesso si verificano in condizioni estreme, come forti venti o periodi di alta domanda di elettricità, rendendoli più difficili da controllare.
Le cause principali degli incendi legati alla rete elettrica
Le cause principali degli incendi legati alla rete elettrica includono cavi elettrici allentati o penzolanti, vegetazione che entra in contatto con i cavi e l’accumulo di polvere sugli apparecchi di trasmissione. Questi problemi sono esacerbati da forti venti e periodi di alta domanda di elettricità, che mettono sotto maggiore stress l’infrastruttura già obsoleta.
Molte delle linee elettriche in Grecia sono state installate decenni fa e corrono sopra terra attraverso foreste soggette a incendi e aree rurali sempre più spopolate.
Critici sostengono che la Grecia ha agito troppo lentamente per seppellire le linee di distribuzione e adattare la rete alle condizioni di incendio sempre più severe. Christos Kalogeropoulos un ex tenente generale del Servizio Antincendio e ex direttore dell’Unità Crimini di Incendio, ha dichiarato: “Abbiamo sollevato la questione anni fa, chiedendo che qualcosa fosse fatto urgentemente con la rete elettrica.” Ha aggiunto che è necessario un cablaggio sotterraneo urgente.
Le indagini e le responsabilità
Le indagini hanno portato all’arresto di due manager di HEDNO, l’operatore di distribuzione dell’energia elettrica in Grecia, che sono stati poi rilasciati. In Viotia, dove un incendio di fine luglio si è esteso all’Attica occidentale, gli investigatori sospettano che le scintille siano provenute da attrezzature di una centrale eolica privata. Un sindaco locale, un appaltatore e un proprietario di azienda sono stati presi in custodia la scorsa settimana.
Il ministro dell’Energia Stavros Papastavrou ha annunciato che il governo intende rafforzare le norme che regolano i progetti di energia privata. Tuttavia, gli esperti avvertono che concentrarsi sugli operatori privati rischia di oscurare il problema più ampio di una rete pubblica obsoleta. Paleologos Paleologou professore associato di protezione forestale presso l’Università Agricola di Atene, ha affermato che è necessario accedere a dati dettagliati sulla posizione delle linee elettriche e dei tralicci per modellare dove la rete è più vulnerabile.
Le conseguenze legali e finanziarie
Il numero di cause legali che coinvolgono incendi legati alla rete elettrica è aumentato da 369 a 681 nel 2026. Uno dei pochi casi che ha portato a una sentenza definitiva contro HEDNO è una causa collettiva seguita a un incendio del 2015 a Neapoli, Laconia, che ha distrutto case e vaste aree di boschi e terreni agricoli. Circa 90 vittime stanno ora cercando un risarcimento. Evgenia Lazaraki un avvocato che rappresenta le vittime, ha dichiarato che è una vera lotta per un cittadino affrontare una società di rete elettrica.
Le aziende di servizi pubblici hanno sia l’esperienza tecnica che l’accesso alle prove necessarie per difendersi, mettendo gli attori in una posizione di significativo svantaggio. Il governo greco sta attualmente utilizzando fondi dell’UE per finanziare il cablaggio sotterraneo, con l’obiettivo di aumentare la quota della rete di distribuzione sotterranea al 14%, rispetto al 9% del 2026. Tuttavia, il costo per seppellire l’intera rete di 120.000 chilometri sarebbe di circa €35 miliardi il che richiede al governo di concentrarsi prima sulle aree a maggiore rischio.
