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Home Delivery, tra futuro e trend nella Milano Digital Week

Il punto delle aziende digitali sul futuro e l'innovazione nel settore dell'home delivery.

Home delivery

La Digital Week milanese apre le porte al mercato dell’home delivery e ai nuovi trend che guideranno aziende e startup in questo settore. La moneta che queste aziende adoperano non è cartacea o di metallo: è il tempo, quello risparmiato e ottimizzato ad hoc per i consumatori.

Come cambia quindi la user experience relativa al mondo delle consegne digital? Per citare il caso Amazon – Ring vi proponiamo come esempio l’acquisizione della piccola startup da parte del colosso di Bezos grazie a un investimento da 1 miliardo di dollari, l’obiettivo? Migliorare l’esperienza dell’utente sotto tutti i punti di vista: dalla logistica fino all’ultimo step, la consegna dell’ordine.

Le risposte della Digital Home Delivery

L’evento sull’home delivery di questa Digital Week è stato organizzato in collaborazione con le aziende Mister Lavaggio, Easyfeel e Winelivery, imprese che hanno fatto luce sul futuro del settore coadiuvate dai founder ed esponenti di startup e organizzazioni di successo. Tra i temi principali trattati durante l’incontro troviamo l’esperienza degli utenti e lo sviluppo dei servizi offerti, le criticità e le idee che hanno dato vita alle nuove imprese, l’innovazione e la tecnologia adottata per il miglioramento della logistica.

Food delivery

Il mercato del food delivery secondo il magazine Techcrunch nel 2015 valeva circa 70 miliardi di dollari. In Italia nel 2009 solo l’1% degli italiani ordinava cibo online, nel 2016 la percentuale è salita al 19% e la proiezione di crescita è molto elevata. In questo settore le realtà di Glovo, Domino’s, Quomi e Winelivery hanno cercato di rispondere alle domande sul futuro e sulle prospettive di user experience legate al comparto food. Cecilia Braguglia di Glovo conferma la volontà riguardo la creazione di un progetto back to back con uno chef stellato italiano: l’obbiettivo sarà quello di poter far provare un’esperienza (quasi) stellata a chiunque, grazie soprattutto al nuovo piano di street food che verrà attivato sulla città meneghina. Domino’s Pizza invece, conferma quanto l’american dream sia vicino a quello italiano. Dati e proiezioni dell’azienda a stelle e strisce confermano il successo della famosa catena: Alessandra Provasi ci assicura che l’esperienza della pizza Domino’s è sempre più vicina al classico italiano. La scelta di Daniele Bruttini e della sua Quomi è quella di proporre un prodotto dal taglio educativo sotto il profilo alimentare: il food delivery vira verso la dietistica e il controllo grazie a meal kit con i quali gli utenti potranno usufruire del cibo a domicilio nel miglior modo (nutritivo e sano) possibile. Nel mondo del beverage la risposta di Winelivery è sul prodotto e sulla qualità di certo indispensabile per una buona bottiglia di vino a domicilio: “Sommelier a casa nostra? Potrebbe essere il prossimo passo verso una nuova esperienza per gli utenti”.

User experience

Le proposte delle aziende per la sharing economy vertono sulla logistica, decantata perfettamente da Nicola Di Campli (Ceo di GuestHero), e sull’offerta controllata e qualitativamente prorompente promulgata da EasyFeel e Mister Lavaggio. Il futuro secondo Fazland si esprime attraverso le parole del suo founder, Vittorio Guarini che guarda a nuove professioni da introdurre nel servizio: dopo il lancio spot con Giorgio Chiellini la prospettiva dei nuovi mestieri ricade sul campo economico e contabile. Per Nicola Fusco di Paladin, l’importanza risiede sotto il profilo educativo, principio primordiale da seguire per la condivisione di oggettistica e ottica futura della società consumistica. Alcune startup hanno cambiato mercati già esistenti apportando delle migliorie non solo dal punto di vista organizzativo ma proponendo nuove realtà che eliminano di fatto il problema del lavoro nero e senza assicurazione: è il caso di Moovage e dell’intuizione legata alla bellezza a domicilio.

Giornalista e videoreporter. Laureato in Comunicazione presso l'Università degli studi di Milano, con corso specialistico post laurea in Scenari Internazionali della Criminalità Organizzata. Dal 2018 si occupa di inchieste, servizi e video reportage negli ambiti di cronaca e politica.


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Francesco Leone

Giornalista e videoreporter. Laureato in Comunicazione presso l'Università degli studi di Milano, con corso specialistico post laurea in Scenari Internazionali della Criminalità Organizzata. Dal 2018 si occupa di inchieste, servizi e video reportage negli ambiti di cronaca e politica.

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