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I femminicidi più atroci degli ultimi anni

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I casi di femminicidio in Italia non si arrestano, e la società ancora sembra chiudere gli occhi. Ecco cosa si intende per femminicidio.

femminicidi

Vittime di una società che non le tutela. Donne vittime di assassini, uomini senza un cuore, senza umanità. Vittime dentro le mura della propria abitazione, in un luogo che teoricamente dovrebbe essere il più sicuro. Femminicidi quindi. Casi di omicidio aventi una donna come vittima, uccisa in quanto donna.

Una tipologia di crimini che avviene, per lo più, in ambito familiare o all’interno di relazioni sentimentali poco stabili o in fase di chiusura. Purtroppo e troppo spesso, tanta violenza e crudeltà nasce da relazioni malate. Pensate che, solo in Italia, un terzo delle vittime di omicidio sono donne che scontano la pena di essere donne. È da questa emergenza sociale che è stato coniato il termine “femminicidi” atto a identificare un tipo di reato basato unicamente sulla differenza di genere.

I femminicidi

Con femminicidio si intende l’omicidio di una donna, uccisa proprio per il suo essere donna. In generale, è il risultato di una violenza fisica e morale esercitata da un uomo all’interno di un sistema di pensiero ancora patriarcale. Negli ultimi anni, il problema riguardo a questo tipo di reato si è fatto più pressante. Mentre altri tipi di omicidio calano, quello riservato alle donne non diminuisce. Si stima che tre donne su quattro siano uccise all’interno del nucleo familiare, per dinamiche relazionali malate, in cui l’uomo ancora si sente di rivendicare diritti sulla donna.

Il dato che più allarma, però, è l’alta percentuale di casi in cui la donna aveva precedentemente segnalato le violenze subite, di cui nessuno si è preoccupato. Purtroppo, negli ultimi anni, la stampa si è spesso occupata di casi di femminicidi. La pagine di cronaca sono sempre più piene di questo tipo di reati. Vediamo, allora, quali sono stati i più efferati.

Angela Deppiu

66 anni, bruciata viva dal marito. Morta nella sua villetta di Sassari, prima è stata violentemente picchiata e solo quando è caduta a terra, è stata cosparsa di benzina e data alle fiamme.

L’omicida, Nicola Amadu, 67 anni, era suo compagno da oltre 40 anni. La donna aveva chiesto da qualche tempo la separazione, e questo sembra essere il chiaro movente dell’omicidio. Nonostante tutto, Angela ha comunque trovato la forza di alzarsi e di scappare verso l’ingresso della della sua casa. Un drammatico tentativo di sfuggire ad una morte terribile. Non ce l’ha fatta.

Elisa Pavarani

30 anni, è stata uccisa a coltellate nella sua abitazione di Parma nel settembre del 2016.

La donna non ha avuto scampo: quell’aggressione era davvero inaspettata. L’aggressione è avvenuta al culmine di una lite furibonda, in conseguenza alla parole della donna: “no, non voglio tornare con te”. Per il suo terribile omicidio il suo ex compagno è stato subito arrestato. Un saldatore, Luigi Colla, di 42 anni.

Stefania Formicola

33 anni, la donna è stata uccisa a colpi di pistola da suo marito, Carmine D’Aponte. La tragedia è avvenuta a Sant’Antimo, a Napoli. L’uomo le ha sparato con una pistola che possedeva legalmente perché Stefania aveva chiesto la separazione. La donna ha lasciato soli due bambini: uno di quattro e uno di un anno.

Giulia Ballestri

39 anni, ammazzata a bastonate nella villetta di famiglia in via Padre Genocchi, a Ravenna. La tragedia è avvenuta nell’ottobre del 2016 ad opera del marito – e padre dei suoi due figli – Matteo Cagnoni. La donna si stava separando poiché aveva iniziato una nuova relazione. L’assassino è un notissimo dermatologo, sempre presente anche nei salotti televisivi. La vittima già da tempo temeva che il marito la sedasse e che le facesse prendere delle medicine per renderla più malleabile, ne aveva parlato con un’amica.

Rodica Monteanu

Giustiziata dal marito insieme alla madre. L’assassino, Afrim Begu ha ucciso Rodica in un casolare di Fenil del Turco, frazione di Rovigo. L’omicida ha fatto inginocchiare la moglie e le ha sparato, poi è passato alla suocera. Ha ferito, infine, anche il compagno di lei. Infine, si è tolto la vita.

Sara di Pietrantonio

22 anni, strangolata e bruciata. Sara è stata strangolata la notte tra il 28 e il 29 maggio a Roma 2016 e poi bruciata dal suo ex fidanzato, Vincenzo Paduano. La ragazza aveva da poco lasciato il fidanzato. Racconta alla stampa la madre della vittima: “Sara, quest’anno, rappresentava in un saggio di ballo la regina del fuoco. Ebbene, per il balletto Vincenzo era molto infastidito, perché Sara si sarebbe esibita con due ragazzi molto belli. Sara aveva chiesto a Vincenzo di scriverle sul muro della camera il ritornello di “Piccola stella senza cielo”. Lui ha una bella grafia. Allora io mio chiedo se quello che le ha fatto non sia una sorta di sfregio. Capisce? Il fuoco. Proprio il fuoco, io vedo una possibile relazione”.

Noemi Durini

16 anni, uccisa vicino a Lecce dal fidanzato di un anno più grande di lei. La ragazza è stata uccisa a pietrate e il suo corpo è stato nascosto sotto un cumulo di macerie nelle vicinanze di Santa Maria di Leuca. Il ragazzo confessa l’omicidio dopo una decina di giorni. Le indagini portano anche alla complicità del padre, che avrebbe aiutato il figlio a nascondere il corpo di Noemi.

Tiziana Pavani

55 anni, uccisa a bottigliate mentre dormiva dall’uomo che frequentava. Luca Raimondo Marcarelli, sotto l’effetto di stupefacenti, la colpisce mentre dorme e fugge di casa lasciando aperto il gas per depistare le indagini. Verrà comunque scoperto e arrestato. Si difenderà dicendo di essere stato completamente offuscato dalla cocaina assunta.

Antonietta Gargiulo

Tra gli ultimi femminicidi, ritroviamo quello di Cisterna di Latina. Antonietta, per fortuna, è sopravvissuta al suo carnefice. Le sue due figlie, però, niente hanno potuto contro la furia omicida del padre, Luigi Capasso, la guardia giurata incapace di accettare la richiesta di separazione della moglie. Ad aggravare ulteriormente la situazione, ci sono le richieste d’aiuto lanciate da Antonietta e rimaste, ancora una volta, inascoltate.


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