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In Cina 30 funzionari licenziati dopo la nuova ondata del coronavirus

Cina. 30 funzionari licenziati dopo la nuova ondata del coronavirus: sono esponenti delle amministrazioni locali, distrettuali, sanitarie ed aeroportuali

Pugno duro del governo cinese contro un gruppo di alti funzionari sanitari

In Cina più di 30 funzionari sono stati licenziati o sottoposti a dure sanzioni dopo la nuova ondata del coronavirus secondo la linea durissima del governo di Pechino che vuola punire la “risposta inadeguata” al nuovo picco di contagi innescato dalla variante Delta del covid-19.

A dare menzione della misure drastiche messe in atto dal governo cinese in queste ore il Washington Post. La testata Usa ha spiegato in un lancio di queste ore che i provvedimenti non riguardano solo personale con pertinenze strettamente sanitarie, ma anche con ruoli amministrativi medi e territorialmente definiti.

Sono più di 30 i funzionari licenziati in Cina, lo dice il Washington Post

Non è un caso che il WP citi infatti, fra i funzionari sottoposti a provvedimenti o sanzioni, anche un vicesindaco e i capi di alcuni distretti municipali.

Attenzione, giova ricordare che quando si parla di entità amministrative municipali o addirittura distrettuali in Cina si intendono spesso realtà territoriali sconfinate rispetto ai parametri di valutazione europei e soprattutto italiani. Nel gruppo di cittadini con mansioni e responsabilità pubbliche che sono stati raggiunti dai provvedimenti figurano poi anche funzionari di poli ospedalieri, alti funzionari aeroportuali e responsabili di dipartimenti deputati alla gestione del turismo.

In Cina 30 funzionari licenziati o sanzionati: sotto accusa l’apparato logistico del paese

Insomma, la Cina sta mettendo sotto accusa le “sentinelle” a livello intermedio e medio alto del suo apparato gestionale e della macchina organizzativa della cosa pubblica. La “goccia” che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stato l’ultimo cluster in ordine di tempo che è stato rilevato presso l’aeroporto di Nanchino. Da circa una quindicina di giorni la Cina sta facendo i conti con una nuova ondata di contagi che, pur tenendosi su cifre che per gli standard europei sono minimal, hanno messo in allarme il governo centrale di Pechino.

La Cina fa i conti con una nuova ondata e Pechino “incolpa” 30 funzionari licenziati

In particolar modo negli ultimi giorni erano perciò partite nuove restrizioni territoriali e generali, molti eventi erano stati aboliti e oltre 20 città avevano ricominciato a fare i conti con i contagi, contagi “speed” innescati dalla variante Delta. La provincia meridionale dello Hunan aveva annunciato la sospensione di tutte le attività didattiche e nella città turistica di Zhangjiajie erano state state chiuse tutte le attrazioni e i luoghi di spettacolo. L’obiettivo è controllare già nella fase di esordio questa nuova ondata, per stroncarla sul nascere, e quell’obiettivo è passato anche per le sanzioni e i licenziamenti decisi in queste ore.

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