Indonesia: eruzione vulcano Merapi, evacuazioni in corso
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Indonesia: eruzione vulcano Merapi, evacuazioni in corso

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Continua l'attività del vulcano Merapi, in Indonesia. L'11 maggio ha lanciato una colonna di fumo di oltre 5 km. Immediate le evacuazioni

Nella mattinata di venerdì 11 maggio 2018 il vulcano Merapi, in Indonesia, ha ripreso la sua attività, lanciando in cielo una colonna di gas e fumo, estendendosi fino a 5,5 chilometri d’altezza. Subito sono scattati i soccorsi e le evacuazioni sono tuttora in corso. Le autorità, infatti, hanno ordinato lo sgombero dei residenti della zona, ma pare non ci siano vittime né feriti.

Nuova eruzione del monte Merapi

In Indonesia il vulcano Merapi ha iniziato una nuova eruzione. L’accaduto si è verificato nella mattina di venerdì 11 maggio. Il cratere, che si trova sull’Isola di Giava, è il più attivo dei 500 vulcani del Paese. Il vulcano ha lanciato in cielo un’intensa nube di fumo e gas, che si è estesa per circa 5,5 km di altezza. Per il momento non si registrano feriti o vittime. Le autorità hanno ordinato l’evacuazione dei residenti in un raggio di cinque chilometri intorno al cratere.

Durante la sua ultima eruzione, nel 2000, 347 persone e più di 300 mila sono state evacuate. Sembra un miracolo che il suo recente eruttamento non si sia trasformato in una catastrofe.

L’improvvisa colonna di ceneri e gas innalzatasi nel cielo nella mattina dell’11 maggio ha spaventato i molti abitanti della zona. I soccorsi tempestivi e lo sgombero immediato hanno evitato il peggio. Il Monte Merapi, alto 2.968 metri, è un vulcano conico dell’isola di Giava centrale. Il suo nome significa montagna di fuoco. È uno dei vulcani più attivi del Paese: dal 1548 ha eruttato 68 volte.

A causa dell’eruzione, l’aeroporto di Yogyakarta è stato temporaneamente chiuso Il traffico aereo però non ha subito variazioni per gli aeroporti di Solo e Semarang. Pare non ci siano stati eccessivi disagi né variazioni dei voli. Illesi anche i circa 120 scalatori che in quel momento si trovavano sul pendio del vulcano.

Le autorità hanno agito tempestivamente. Le forme di precauzione sono state apprese in seguito alle precedenti catastrofi provocate dal monte Merapi. Anche nel più vicino 2010, infatti, morirono 350 persone a causa di un’altra eruzione.

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Eruzione monte Merapi nel 2010

Nel cuore dell’isola di Giava, a 500 chilometri da Giacarta, si estende imponente il monte Merapi. La sua attività è costante. Gli abitanti della zona devono stare allerta. Le sue eruzioni sono improvvise e non si quieta neppure nella notte.

Il 26 ottobre del 2010, per esempio, la “montagna di fuoco”, è questo il significato del lingua indonesiana, ha iniziato a eruttare ceneri e lava provocando la morte di almeno 190 persone e lo sgombero di circa 340 mila locali, Il vulcano, infatti, si trova in una delle zone più densamente popolate del paese. La maggior parte delle sue eruzioni sono costituite da flussi piroclastici, miscele di particelle solide e gas che si spingono anche per 13 chilometri dalla sommità (2968 metri) e possono raggiungere la velocità di 110 chilometri orari.

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