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Adro, investita in bici muore dopo giorni di agonia: il 52enne alla guida positivo alla cocaina

Adro, investita in bici muore dopo giorni di agonia: il 52enne alla guida positivo alla cocaina

Dopo 12 giorni di ricovero è morta Michela Tengattini, travolta in bici ad Adro. Accusa di omicidio stradale per il conducente.

È morta in ospedale Michela Tengattini, la 34enne investita mentre era in bici ad Adro, nel Bresciano. La donna era ricoverata da giorni dopo aver riportato gravi ferite nell’impatto con un’auto.

Investita in bici davanti a marito e figlia: Michela Tengattini muore dopo giorni di agonia

È deceduta in ospedale Michela Tengattini, la donna di 34 anni rimasta gravemente ferita lo scorso 25 luglio ad Adro, in provincia di Brescia, dopo essere stata travolta da un’auto mentre si trovava in sella alla sua bicicletta.

Le sue condizioni erano apparse subito critiche: nell’impatto aveva riportato un grave trauma cranico e altre lesioni, tanto da rendere necessario il trasferimento d’urgenza all’ospedale Civile di Brescia, dove era stata ricoverata in codice rosso e intubata.

La donna ha lottato tra la vita e la morte per diversi giorni, ma il quadro clinico è progressivamente peggiorato fino al decesso.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la ciclista sarebbe stata raggiunta alle spalle e colpita da un’automobile mentre percorreva via San Pancrazio. Al momento dell’incidente, poco più avanti rispetto al punto dell’impatto, si trovavano anche il marito e la figlia della 34enne, che non sono rimasti coinvolti e sono usciti illesi dallo schianto.

Conducente positivo alla cocaina: l’accusa passa a omicidio stradale

Alla guida dell’auto c’era un 52enne residente a Castelli Calepio, che dopo l’incidente si è fermato e ha prestato i primi soccorsi. Come riportato da Brescia Oggi, gli accertamenti successivi pare abbiano evidenziato la sua positività alla cocaina. Per questo motivo l’uomo, inizialmente indagato per lesioni stradali gravissime, dovrà ora rispondere dell’accusa di omicidio stradale aggravato dopo la morte della ciclista.

La Procura prosegue gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’investimento e stabilire eventuali ulteriori responsabilità. La posizione del conducente potrebbe aggravarsi alla luce dell’esito delle indagini, mentre resta da chiarire ogni dettaglio relativo alla velocità del veicolo, alle condizioni della strada e ai momenti immediatamente precedenti all’impatto.

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