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Kabir Bedi: “Di Sandokan ce n’è uno solo. Can Yaman? Sarà il pubblico a giudicarlo”

Bedi: “Di Sandokan ce n’è uno solo. Can Yaman? Sarà il pubblico a giudicarlo”. L'attore indiano lo ha detto in streaming a “Live from Hollywood”

Una storica immagine dello sceneggiato con Bedi

Kabir Bedi è cortese ma fermo: “Di Sandokan ce n’è uno solo. Kan Yaman? Sarà il pubblico a giudicarlo”. L’uomo che dopo la serie cult delgi anni ‘70 per antonomasia è Sandokan ha parlato del suo collega e star del gossip Can Yaman, che si appresta a riportare sugli schermi il pirata salgariano di Mompracem nell’edizione del terzo millennio.

Bedi lo ha fatto rilasciando dichiarazioni “in casa” di Pascal Vicedomini, durante la diretta streaming di “Live from Hollywood” trasmessa sui media ed anche sul sito del “Los Angeles, Italia Festival”. 

Bedi: “Di Sandokan ce n’è uno solo, ma Can è bravo”

“Se Can Yaman avrà successo? E’ bravo ma sarà il pubblico a sentenziarlo. Ho visto alcune serie di cui l’attore turco è protagonista. Lo trovo bravo ed avrà successo sempre più, ma a stabilire l’affermazione popolare del nuovo Sandokan sarà esclusivamente il pubblico mondiale come avvenne per me che proprio in virtù di quell’interpretazione fui chiamato anche come antagonista di James Bond”. 

L’autobiografia della Tigre di Mompracem

Kabir Bedi, che aveva interpretato la Tigre di Mompracem anche nel sequel della fortunatissima serie, tra l’altro assieme ad una giovane Romina Power, è impegnato nel lancio della sua autobiohgrafia, edita in Italia da Mondadori, e ha voluto sottolineare un dato di fatto: che cioè le “onde emotive” con cui il pubblico televisivo stabilisce che un prodotto sia un cult e che un attore diventi un’icona sono assolutamente ingestibili, semplicemente succede.

Ovviamente diventa molto più difficile farlo succedere quando ci si cimenta con un prodotto (e con un attore) che è già cult. Perché nell’immaginario collettivo quel prodotto (e quell’attore) diventano insostituibili. E la chiosa di Bedi in questo senso è stata chiarissima: “Sandokan non può essere ricreato, deve avere la stessa immagine per far sì che possa essere ricordato per sempre”.

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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Giampiero Casoni

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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