L'Arca dell'Alleanza è nascosta in Etiopia: verità o finzione?
L’Arca dell’Alleanza in Etiopia: verità o finzione?
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L’Arca dell’Alleanza in Etiopia: verità o finzione?

arca dell'alleanza

L'Arca dell'Alleanza, tra leggenda e tradizione, oppure semplice fantasia, si trova in Etiopia, sarà vero?

L’Arca dell’Alleanza, il cui nome in ebraico è ארון הברית, ʾĀrôn habbərît, con la pronuncia moderna /aˌʀon habˈʀit/, secondo ciò che ci insegna la Bibbia, era una cassa di legno rivestita completamente d’oro. Portava inoltre decorazioni molto ricche e preziose. Si dice che Dio ordinò a Mosè di costruirla, per dare a tutti un emblema tangibile a dimostrazione che la divinità sta con il popolo seguace.

Dove si trova L’Arca dell’Alleanza?

arca dell'alleanza

Trattando l’argomento “ Arca dell’Alleanza” si brancola un poco nel buio, infatti dopo la distruzione del Tempio di Salomone a Gerusalemme nessuno sa con certezza dove sia finita l’Arca dell’Alleanza. E’ la National Geographic che riporta a discutere sul tema.

L’Arca dell’Alleanza, come abbiamo sopra scritto, è stata commissionata da Dio a Mosè. E’ la prova e la testimonianza che la divinità si trova in mezzo al suo popolo. La Chiesetta di Santa Maria di Sion è famosa anche come la “cappella dell’Arca”.

Essa si trova a Aksum, città sacra etiope.

I monaci che vivono in questa piccola chiesa non hanno il permesso di superare le barriere che circondano la cappella. Il loro compito è quello di vegliare sul “Tabot”, come sono note in Etiopia le Tavole della Legge, fino alla loro morte. A questo obbligo non possono sottrarsi. Abba Gebre Meskel, 56 anni, lo fa da trent’anni.

L’Arca dell’Alleanza tra Archeologia e leggenda

Arca dell'Alleanza

Il libro dell’Esodo narra che le Tavole della Legge contengono i dieci comandamenti che Dio ha dato a Mosè sul Monte Sinai. Tra gli studiosi dell’argomento, c’è chi fa risalire l’evento al 1440 a.C.. Le leggende apocrife, che fanno parte sia del patrimonio che della tradizione comune in Nordafrica sono conosciute anche in alcune regioni del Medio Oriente.

Chi le ha studiate e conosce le leggende su di esse è a conoscenza che sono attribuiti poteri soprannaturali alle Tavole. Altre leggende si sono intrecciate a quelle apocrife.

Tra queste, le ossessioni naziste per l’occultismo e le reliquie che avrebbe dato a Indiana Jones una delle sue missioni più famose.

La scomparsa dell’Arca dell’Alleanza

Dopo che il Tempio di Salomone a Gerusalemme fu distrutto dell’Arca dell’Alleanza non si hanno più notizie. Essa è scomparsa senza lasciare alcuna traccia. Non si conoscono registrazioni relative al luogo in cui si trova, ammesso che sia resistita alla distruzione del Tempio. Questa scomparsa è ancora oggi, uno dei più grandi misteri dell’archeologia.

Un numero molto elevato di cristiani ortodossi etiopi, circa 45 milioni, hanno la sicurezza che l’Arca dell’Alleanza sia da quasi 3.000 anni fa ad Aksum, nel nord dell’Etiopia. Secondo questa ricostruzione, da allora è stata custodita dai monaci nell’umile chiesetta di Santa Maria di Sion.

Arca dell'Alleanza

Menelik, il figlio di Salomone e la tradizione copta

La tradizione copta, invece, racconta che la regina di Saba e il re Salomone avevano un figlio, Menelik I.

Egli fu il fondatore di una dinastia di imperatori salomonici. Questi ultimi governarono l’Etiopia e lui stesso sarebbe stato incaricato di spostare la preziosa cassa, in oro e legno di acacia.

Il diacono del tempio Zemikael Brhane, durante un’intervista rilasciata al National Geographic, ha affermato che “Dio stesso ha scelto questa terra, e Aksum è la nostra città più santa. Gli occidentali richiedono sempre prove visibili, ma noi etiopi non abbiamo bisogno di vedere l’Arca per sapere che è qui. Lo sentiamo, lo sappiamo”.

Nessuno al di là dei monaci guardiani ha il permesso di entrare nella chiesa

La chiesa è costantemente sotto sorveglianza e solo uno dei pochi che ha avuto il permesso di parlare ai monaci è lo storico Ephrem Brhane. Egli guida i pellegrini, fedeli e turisti di tutto il mondo ad Aksum e riferisce loro che “Abba Gebre Meskel è convinto al 100% che si tratti dell’Arca dell’Alleanza autentica. Non solo ha la forma esatta descritta nella Bibbia, ma brilla anche di una luce straordinaria”.

Solo i monaci Santa Maria di Sion possono entrare nella Chiesetta, inoltre per sette giorni al mese, prima che sorga il sole, portano una copia dell’Arca in processione.

Tutte le chiese ortodosse in Etiopia hanno una copia dell’Arca. Un migliaio di fedeli assistono alla processione mensile.

La vecchia cappella di Nostra Signora di Sion

Arca dell'alleanza

I monaci hanno avviato la costruzione di un nuovo tempio accanto a quello attuale. Qui i monaci porteranno l’Arca nel massimo segreto. Inoltre nessuno verrà a sapere dello spostamento, fino al giorno dopo che sarà attuato. Purtroppo la vecchia cappella di Nostra Signora di Sion sta presentando diverse crepe.

L’Arca dell’Alleanza viene descritta in modo dettagliato nel libro dell’Esodo (25, 10-21; 37, 1-9). Si tratta di una cassa di legno di acacia rivestita d’oro all’interno e all’esterno Essa ha la forma di un parallelepipedo, con un coperchio, a carattere e poteri propiziatori d’oro puro.

Sopra il coperchio, si narra siano state collocate due statue di cherubini d’oro, con le ali spiegate, cherubini di tradizione ebraica, diversi da quelli di tradizione cristiana.

Le dimensioni dell’Arca dell’Alleanza erano di due cubiti e mezzo di lunghezza, un cubito e mezzo di larghezza e altezza, ossia circa 110×66×66 cm. Ai lati erano state fissate con quattro anelli d’oro due stanghe di legno dorato, per mezzo di cui, l’arca veniva sollevata quando la si trasportava.

All’interno dell’Arca dell’Alleanza

Un vaso d’oro contenente la manna, la verga di Aronne che era fiorita e le Tavole della Legge. (Ebrei 9:4;) erano contenute all’interno dell’Arca dell’Alleanza. Però quando il Tempio di Salomone fu inaugurato, l’Arca conteneva solo le Tavole della Legge (Deuteronomio 10, 1-5; 1 Re 8, 9; 2 Cronache 5, 2-10).

Solo i Leviti potevano trasportare l’Arca. Davide morì solo appoggiandosi ad essa, quando la fece trasportare a Gerusalemme, durante il viaggio un uomo di nome Uzzà (2 Samuele 6, 1-8, 2 Cronache 13, 9-10). La leggenda e tradizione vuole che l’arca venisse trasportata coperta da un telo di pelle di tasso coperto da un ulteriore telo di stoffa turchino.

La “Tenda del Signore” o “Tenda del convegno”

Inoltre se il popolo ebraico si fermava, veniva posta in una tenda specifica, definita “Tenda del Signore” o “Tenda del convegno” senza che venisse mai esposta al pubblico, se non in casi eccezionali.

La leggenda continua, dicendo che l’arca, in alcune situazioni ed eventi, si adornasse di un alone di luce.

Lampi di luce divini, folgori, venivano da essa emessi ed erano capaci di incenerire chiunque ne fosse colpito. Chi non avesse rispettato il divieto di avvicinarvisi faceva la stessa fine. Mosè era in grado di parlare con Dio, grazie all’Arca dell’Alleanza. Dio compariva seduto su un trono fra i due cherubini che ornavano il coperchio e che rappresentano l’angelo Metatron e l’angelo Sandalphon.

Chi custodì l’Arca?

Prima di essere custodita nel Tempio di Salomone, i Filistei tennero l’Arca e la controllarono. Seguirono sconfitte e gravi pestilenze, quindi i Filistei dopo sette mesi decisero di restituirla agli ebrei (1 Samuele 5-6). L’arca fu in seguito posta nella città di Kiriat-Iearim (1 Samuele 7, 1).

Qui vi rimase finché il re Davide la fece trasferire nella città di Davide, ossia la rocca di Gerusalemme (2 Samuele 6). Infine venne sistemata definitivamente, quando Salomone, figlio e successore di Davide, la fece collocare nel Debir (il Sancta Sanctorum) del Tempio di Gerusalemme da lui fatto costruire (seconda metà del X sec.

a.C., 1 Re 8, 1-9).

All’arrivo di Salomone

Arca dell'Alleanza

Da allora l’Arca sembra essere stata custodita nel Tempio di Salomone; ma essendo riposta nel Sancta Sanctorum, che non era accessibile ai fedeli e alla maggioranza dei sacerdoti, soltanto un gruppo di Leviti selezionato poteva accedere alla sala dov’era conservata, non ci sono testimonianze oculari. L’unica citazione della sua presenza (o di una sua copia) ci viene da Re Giosia (datata 621 a.C.) che invita i Leviti a ricollocare l’Arca nel Tempio (da dove non è chiaro)[1].

All’arrivo dei Babilonesi e la conquista di Gerusalemme (inizi del VI sec. a.C.), dell’Arca già non vi è più traccia. Nel passo che tratta del saccheggio del Tempio (2 Re 25, 8-17), vengono elencati in modo minuzioso tutti gli oggetti che furono portati a Babilonia, ma notizia alcuna dell’Arca dell’Alleanza.

Secondo il libro di Esdra, Ciro, re dei Persiani, restituì gli arredi sacri (538 a.C.), che evidentemente erano stati custoditi a Babilonia durante l’esilio, ma ancora una volta non viene nominata l’Arca (1, 7-11). La Bibbia dice in un testo non canonico, che l’Arca dell’Alleanza sarebbe stata nascosta dal profeta Geremia all’interno del monte Sinai (cfr 2Mac 2,4-8).

Le parole del patriarca della Chiesa ortodossa etiopica Abuna Paulos

Ricordiamo che il 19 giugno 2009 il patriarca della Chiesa ortodossa etiopica Abuna Paulos, in una conferenza stampa tenutasi all’Hotel Aldrovandi a Roma, cui hanno partecipato anche il principe Makonnen Haile Selassie, secondogenito dell’imperatore d’Etiopia Hailé Selassié I, ed il duca Amedeo D’Aosta ha dichiarato che “… L’Etiopia è il trono dell’Arca dell’Alleanza. L’Arca dell’Alleanza è stata in Etiopia per tremila anni e adesso è ancora lì e con la volontà di Dio continuerà ad essere lì”.

“È per via del miracolo che è arrivata in Etiopia. L’ho vista con senso di umiltà, non con orgoglio, come quando si va in chiesa. È la prima volta che dico questo in una conferenza stampa. Ripeto l’Arca dell’Alleanza è in Etiopia e nessuno di noi sa per quanto tempo ancora. Solo Dio lo sa. Tutto quello che si trova nell’Arca è descritto perfettamente nella Bibbia. Lo stato di conservazione è buono perché non è fatta da mano d’uomo, ma è qualcosa che Dio ha benedetto. Ci sono molti scritti e prove evidenti sulla presenza dell’Arca in Etiopia. Non sono qui per dare delle prove che l’Arca sia in Etiopia, ma sono qui per dire quello che ho visto, quello che so e che posso testimoniare. Non ho detto che l’Arca sarà mostrata al mondo. È un mistero, un oggetto di culto…“.

L’Arca dell’Alleanza è nascosta in Etiopia, verità o finzione non si sa, è un mistero.

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