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Latte, rincari insostenibili: aziende a rischio chiusura

Latte, rincari e prezzi probitivi per gli allevatori. Diverse le aziende a rischio chiusura a causa dei costi insostenibili.

Costi insostenibili, rincari anche per il latte

Latte e rincari dei prezzi, diverse aziende rischiano di chiudere per sempre. Francia e Germania hanno sempre venduto tale prodotto sfuso all’Italia ma da alcuni mesi le autobotti fanno il percorso inverso.

Latte e rincari dei prezzi

Nel 2021 l’import di latte dalla Francia era calato del 43,71% e del 42% dalla Germania.

I prezzi per gli allevatori sono diventati proibitivi e questo si ripercuote sui costi di produzione. Vista la crisi iniziata l’anno scorso, questi due Paesi avevano già iniziato a chiudere centinaia di allevamenti di mucche da latte e per questo l’acquisto si è rivolto verso l’Italia.

L’indicatore Milk, già da dicembre 2021 era sotto la soglia critica e ora l’impennata dei prezzi del granoturco, dovuta alla guerra in Ucraina, va a incidere su questo.

La banca dati Cial-Teseo ha di recente confrontato i costi degli input zootecnici a 12 mesi, rilevando i seguenti risultati: mais destinato agli animale +55%; frumento tenero +67%; semi di soia +3,6%; energia elettrica +212%; gasolio agricolo +72%; urea granulare (concime usato nelle foraggere) +167%. 

Rincari dei prezzi: produrre un litro di latte a 55 centesimi

Così, produrre un litro di latte viene a costare tra 50 e 55 centesimi al litro, mentre per la Camera di Commercio di Lodi la quaotazione media si aggira intorno ai 500 euro/1000 kg, quindi 50 centesimi al litro.

Per cercare di tamponare la crisi del latte e i suoi rincari, diverse grosse aziende hanno deciso di riconoscere un prezzo maggiore di 41 centesimi al litro, come concordato a novembre 2021 dal Ministero dell’Agricoltura.

Latte, rincari anche per il settore caseario

La crisi del settore riguarda anche chi produce derivati del latte, come i formaggi, nella morsa tra l’aumento dei costi di produzione e dal rialzo dei prezzi da parte delle grandi catene di distribuzione.

Secondo le stime di Assolatte, i sovraccosti 2022 a carico del settore caseario italiano saranno compresi tra 1,5 e 1,8 miliardi di euro, ovvero il 10-12% del fatturato complessivo del settore.

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