Le ultime parole di Umberto Veronesi "Susy, sei così bella"
Le ultime parole di Umberto Veronesi “Susy, sei così bella”
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Le ultime parole di Umberto Veronesi “Susy, sei così bella”

La moglie di Umberto Veronesi, Sultana Razon
La moglie di Umberto Veronesi, Sultana Razon

Sultana Razon, vedova del grande medico Umberto Veronesi, ricorda le ultime parole del marito prima di morire e il loro amore tormentato.

Sultana Razon mostra all’inviata di Repubblica le foto scattate durante gli anni vissuti accanto al marito, il grande medico e ricercatore Umberto Veronesi. “Ecco, guardi qua. Io non ci sono mai. Umberto preferiva farsi riprendere solo con i suoi sette figli, come se li avesse fatti da solo”, commenta con ironia e un pizzico di malinconia. Susy, soprannome con cui è più nota, ricorda gli anni passati a fianco “dell’uomo più intelligente, affascinante e inquietante che abbia mai conosciuto”. E che, oltre alle gioie del matrimonio, le ha regalato anche tanta sofferenza a causa di quella sua irrefrenabile passione per le donne.

Veronesi, un amore tormentato

Il grande luminare della ricerca oncologica era “inquietante” perché “non riuscivo mai a capire cosa ci fosse dietro quel suo sguardo malizioso e beffardo”, ammette Susy. “Umberto è sempre stato inafferrabile, fin dal principio della nostra storia”. Una storia che risale al 1952, quando l’amore è sbocciato tra le corsie dell’istituto dei tumori di Milano.

All’epoca, Susy era una giovane studentessa di Medicina, sopravvissuta al campo di concentramento, e Umberto aspettava di diventare docente. “La nostra storia è stata molto tormentata. Per otto anni ci frequentammo con un trasporto fisico che ci travolgeva ovunque, ma Umberto non ne voleva sapere di matrimonio e di figli. Non voleva nessun genere di legame. Se abbiamo resistito così a lungo è anche perché l’ho lasciato libero”.

Libero anche di dare sfogo alla sua passione per le donne. Veronesi “era un irrefrenabile Don Giovanni e la gelosia ha infelicitato la mia esistenza. Lui mi ha sempre rassicurato dicendomi che erano scappatelle, ma non è sempre stato così”. Sultana lo ha capito una mattina del 1989. “Mentre andavamo nella nostra casa al lago, mi disse con tono serio che da quattro anni aveva un figlio con un’altra donna. Mi sentii gelare e lo guardai sbalordita, Pensavo di aver capito male e glielo feci ripetere due volte. A quel punto credetti di morire. Tornati a casa, lo invitai ad andarsene, ma lui mi chiese di restare. Diceva che voleva finire la sua vita con me. E io glielo permisi. I figli avevano ancora bisogno del padre”.

Le ultime parole “Susy, sei così bella”

Solo con la vecchiaia il suo temperamento “si è placato e io finalmente l’ho avuto tutto per me. Dopo aver perso tante battaglie, alla fine ho vinto la guerra. Il giorno della sua morte ero china su di lui quando mi sorprese con un soffio di voce: ‘Susy, sei così bella‘. Quelle sue ultime parole non mi abbandonano. In fondo, tutto il resto non conta“.

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Lisa Pendezza
Lisa Pendezza 1485 Articoli
Lisa Pendezza, nata nel 1994 a Milano. Laureata in Lettere con la passione per i viaggi, il benessere e la lettura, spera di riuscire a girare il mondo con una macchina fotografica in una mano e un romanzo nell'altra. Amante dei libri, si limita per ora a leggerne molti, con il sogno nel cassetto di scriverne uno.