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Marian Trapassi e il nuovo album: “Racconto me stessa con autenticità”

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Dalla Sicilia ha raggiunto Milano, passando per Siviglia: nell'intervista, Marian Trapassi ha descritto la sua musica e il nuovo album, "Bianco".

Marian Trapassi nuovo album
Marian Trapassi nuovo album

Siciliana d’origine, gira il mondo per passione e da ogni luogo trae ispirazione per la sua musica e la sua formazione personale. Resta attaccatissima alla sua terra, fieramente ricorda la sua natura da isolana. Nel tempo si è ritagliata uno spazio importante nel panorama musicale italiano.

È una cantautrice vera, dall’animo autentico e sensibile: nel corso dell’intervista, Marian Trapassi ha parlato del suo nuovo album, “Bianco”, dei suoi inediti e della sua carriera.

Il disco segna un nuovo capitolo nella carriera della cantautrice siciliana, che con la sua vena artistica ha unito melodie jazz, sound blues e un tocco folk. Così ha dato vita a 12 brani eleganti, raffinati negli arrangiamenti e nella scrittura. Musicalmente, l’album si ispira ai moderni chansonnier francesi e alle grandi cantautrici italiane e americane.

A tal proposito, ha spiegato: “Bianco è un album che è nato giorno per giorno, le canzoni sono state scelte con cura e sono quelle che oggi voglio assolutamente raccontare, perché avevo bisogno di tirarle fuori da me. Il titolo è nato da solo, dalla foto di copertina, che è stata scattata da Ray Tarantino, ancor prima di aver scelto come chiamare l’album. La parola “bianco” è ricorrente nei testi, ha tanti significati e simbologie e rimanda anche al famoso “White Album” dei Beatles, band con cui sono cresciuta, e che senza volere ha segnato la mia vita e nutrito il mio amore per la musica”.

Non mancano le riflessioni e gli spunti più interessanti: “Tutti noi istintivamente diamo continuamente dei giudizi sugli altri senza neanche rendercene conto. È un meccanismo quasi istintivo. Bisognerebbe riflettere di più su questo, partendo già da noi stessi, evitando di giudicare frettolosamente. Ognuno di noi fa del proprio meglio della propria esistenza e spesso quello che vediamo esternamente non è che un solo aspetto di un individuo”. Difficile svincolarsi dai condizionamenti altrui e altrettanto complesso non giudicare gli altri.

Ma “chi siamo noi per farlo? Mi chiedo come sarebbe la società senza questo continuo bisogno di giudicare finanche noi stessi. Forse sarebbe un mondo migliore?”, si domanda Marian.

Marian Trapassi, il nuovo album

“Bianco” è l’album della maturità: “È arrivato un momento in cui mi sono accorta di aver trovato un punto importante del mio modo di scrivere ed esprimermi”. Nell’album precedente “ero più una narratrice. Ho creato personaggi e raccontato storie”. Ora, invece, “è arrivata la necessità di raccontare me stessa e vicende private”. Nell’album, infatti, “ho inserito brani che raccontano miei episodi personali. Non avrei neppure pensato di inserirli. La decisione è stata presa dopo averne parlato con il mio produttore. Le mie canzoni nascono sempre per un’esigenza comunicativa.

Quale il sentimento che fa da fil-rouge al racconto? “Ho voluto che nell’album confluissero diverse sfaccettature della mia musica, dietro cui ci cela il mio modo di essere. A brani più scherzosi ho aggiunto vicende personali. Mantengo però una coerenza sonora.

Sull’unicità della sua musica ha aggiunto: “Cerco sempre di essere autentica”, che è l’aspetto più speciale. “So da che cosa parto, so qual è la musica che fa parte della mia vita e inevitabilmente ritorna nel mio modo di scrivere e fare musica. Ho ascoltato tanta musica e il risultato delle mie produzioni è la somma di quanto raccolto finora”. In questa fase della sua vita Marian ha voluto “tirare fuori quello che già era in me, non approfondendo un genere in particolare”. Così la cantautrice ha fatto suoi tutti gli insegnamenti ricevuti nel corso della carriera e le influenze musicali che più l’hanno contraddistinta.

Marian Trapassi nuovo album

Il brano più personale

Marian Trapassi ha parlato delle canzoni più personali che costituiscono il suo nuovo album. Brani in cui unisce un’intima introspezione a ricordi personali. Tra questi, c’è “Mio padre”. Vicende personali fanno da sfondo al brano, in cui prende vita una sorta di dialogo con il padre. Un testo toccante e profondo, in cui la cantante ripercorre il rapporto con la figura paterna, confessandosi e facendo scoprire all’ascoltatore i ricordi più quotidiani e significativi.

“Questa canzone è nata di getto, è una cosa rara, ma a volte succede. Mi sono seduta al piano e pensando a mio padre si è scritta da sola. Ricordo che quando l’ho finita mi sono chiesta se avrei mai avuto il coraggio di farla ascoltare a qualcuno, non sapevo se sarebbe finita nel disco o meno”. Nel brano Marian si rivolge al padre, confessandogli cos’è stato per lei: “Ora che lui non c’è più non avrei potuto farlo in nessun altro modo se non con la musica”. Nel testo c’è “perdono e rabbia, ma anche la serenità di aver compreso, da adulta, che un genitore è soltanto un essere umano e come tale imperfetto, a volte inadeguato e incompetente per quel ruolo”. Quindi ha confidato: “L’assenza di mio padre ha pesato nella mia vita tanto quanto la sua presenza. Ingombrante in ogni caso. Ho avuto la possibilità di riavvicinarmi a lui solo troppo tardi e questo era quello che ancora avrei voluto dirgli”.

Il rapporto con il padre

Nonostante sia sfortunatamente troppo tardi, c’è qualcosa che avrebbe voluto dirgli? “È forse il brano più difficile da cantare. Mio padre è stato un’assenza. O meglio, è stato una presenza assenza, perché nonostante ci fosse non era presente al mio fianco. Non ho mai vissuto con lui, ci siamo conosciuti tardi ed è mancato poco dopo il nostro “ritrovarci”. Tante sono le cose che avrei voluto dirgli e che, purtroppo, sono rimaste in sospese”. Quindi ha aggiunto: “In questa canzone ripercorro fasi della mia vita in cui lui non c’era. “Almeno una volta te l’ho detto”, recito nella mia canzone: solo una volta, infatti, l’ho chiamato papà”.

C’è anche la voglia di perdonare. Infatti, ha spiegato: “Da adulta ho capito la sua fragilità in quanto essere umano”. E proprio perché umano, e quindi imperfetto per natura, “potrebbe essere stato mosso da incompetenze: non siamo per forza genitori, spesso non scegliamo di esserlo e per questo motivo non sempre si è adatti a questo ruolo. È una consapevolezza che ho fatto mia solo da adulta”. Così, con uno sguardo più maturo, “ho visto un essere umano prima ancora che un padre”. Al contempo, con la canzone, “ho voluto mantenere un dialogo con lui. È il mio modo per salutarlo, ma tutte le volte che la canterò penserò a lui”.

“Mio padre”, il video

Alla sua immagine ha preferito una donna voltata di spalle, creando così un’atmosfera suggestiva e delicata, più intima e privata, accompagnando passo dopo passo lo spettatore nel percorso personale vissuto dalla cantautrice. In questo modo, i ricordi si sono fatti immagini, attraverso le quali poter conoscere la sua storia.

Sul videoclip ufficiale del brano “Mio padre”, inserito nel nuovo album, Marian Trapassi ha voluto raccontare un aneddoto: “Il video è uscito a marzo 2020, ma è stato realizzato molto tempo prima. Originariamente l’idea era quella di farlo iniziare con il volto di un papà coperto da una mascherina, per indicare l’assenza che a lungo ha caratterizzato il rapporto tra Marian e il padre.

Tuttavia, come ha tenuto a sottolineare la stessa cantautrice, “l’immagine avrebbe inevitabilmente fatto pensare alla triste situazione nella quale ci troviamo a vivere e che nelle prime settimane di marzo, quando è uscito il videoclip, stava attraversando il suo apice”. Al momento, fortunatamente, dopo oltre quattro settimane di lockdown, il trend sembra essere in calo. Per questo motivo, è stata apportata una modifica al videoclip. L’idea alternativa del regista Alessandro Cracolici, alla terza collaborazione con Marian, è stata ugualmente significativa. “Alla luce dell’emergenza coronavirus, l’immagine dell’uomo con la mascherina mi sembrava di cattivo giusto”, ha giustamente sottolineato la cantante.

Marian Trapassi, dopo aver parlato del suo nuovo album, ha speso alcune parole sull’attuale situazione e non ha nascosto il suo augurio: “Spero che i valori che abbiamo riscoperto nelle settimane di emergenza sanitaria non vengano mai più dimenticati. La nostra vita futura non sarà mai come prima, ma spero che dai drammi delle ultime settimane la gente apprenda e cambi. La società stava andando troppo verso il consumismo e l’ostentazione smodata del benessere, anche a scapito degli altri. Un qualunquismo che spero lasci spazio alla solidarietà sperimentata ultimamente, mettendo al primo posto il bene comune. Spero si possano porre delle nuove base sulle quali costruire una nuova società.

Dalla Sicilia in giro per il mondo

Da oltre 10 anni è ferma a Milano, dove ha messo delle nuove radici, senza però accantonare del tutto la sua passione per i viaggi.Scalpito sempre perché voglio partire: penso sia parte del mio modo di essere, ma anche della mia natura da isolana. A molti isolani sta stretta la visuale: vogliamo sapere cosa c’è fuori”. Tuttavia, ha tenuto a sottolineare: “Più giro il mondo più mi accorgo di quanto sia legata alla mia terra: mi definisco una siciliana nel mondo.

Con la sua splendida Sicilia “c’è un rapporto di amore e odio. Sono la prima a criticare alcuni aspetti che riguardano direttamente la mia regione: non condivido mal costume, mal governo e una mentalità ancora un po’ antica”. Al contempo però, “sono orgogliosa di essere siciliana. La Sicilia è la terra in cui Marian è cresciuta e che “mi ha dato molto”.

Da sempre è grande anche il suo amore per la Spagna. Sul suo soggiorno a Siviglia, in particolare, ha commentato: “Ho scritto il mio quarto disco durante la mia permanenza spagnola: è davvero caratterizzato da suoni che ho digerito in quel periodo. Amo la Spagna, è una terra in cui torno spesso. Ho imparato ad ascoltare la musica spagnola e i suoi artisti”, uscendone profondamente permeata di suoni e melodie.

Marian Trapassi nuovo album

I nuovi progetti

Marian Trapassi è entusiasta per il suo nuovo album. Protagonista di serate di cantautorato femminile, a causa dell’emergenza coronavirus è al momento tutto interrotto. “Mi piacerebbe proseguire con questo ruolo non appena la situazione lo permetterà. Sono contenta di far conoscere la musica femminile”. I suoi concerti sono al momento annullati e non sa ancora quando potranno essere recuperati, ma la voglia di calcare i suoi palchi non mancano.

Al momento, “tra i miei progetti c’è quello di restare a casa. Vado avanti a studiare e compongo nuove canzoni, sperando possa nascerne un nuovo album”. Quindi ha precisato: “Non mi do delle scadenze. Al momento non ho elaborato la difficile situazione e, per questo motivo, non mi trovo nella migliore condizione per scrivere”.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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