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“Pokémon Shock”, censurato l’episodio che ha procurato danni fisici

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Pokémon Shock è stato censurato per aver mandato in ospedale 685 bambini.

Per aver mandato in ospedale centinaia di persone, l'episodio 'Pokémon Shock' è stato censurato
L'episodio 'Pokémon Shock' è stato censurato per aver provocato danni fisici.

Il 16 dicembre 1997 è stato trasmesso in Giappone il 38esimo episodio della prima stagione del cartone animato ‘Pokémon‘, uno dei più famosi degli anni Novanta, anche in Italia. Tanti bambini si accingevano a vedere la puntata senza mai immaginare cosa sarebbe successo di negativo a moltissimi di loro, che sono addirittura finiti in ospedale.

L’episodio, successivamente intitolato ‘Pokémon Shock‘, per avere causato danni fisici a centinaia di persone, è stato poi censurato.

Pokémon Shock censurato

Nell’episodio, dal titolo giapponese ‘Denno senshi Porygon‘ (in italiano ‘Soldato computer Porygon‘), Ash, Broch, Misty e Pikachu si servono di due Porygon per poter entrare nel cyberspazio, situato all’interno del centro Pokemon. Nel corso di questa sequenza la sicurezza interna del luogo spara dei missili sui due Porygon al fine di scongiurare dei danni.

A quel punto, Pikachu usa la sua celebre mossa tuonoshock, quale arma di difesa. Per rendere al meglio l’effetto dell’elettricità all’interno del cyberspazio, gli animatori si sono serviti di un particolare tipo di animazione detta Paka Paka, consistente nell’alternare pannelli di colori diversi retroilluminandoli con luci stroboscopiche particolarmente forti.

I danni a 685 persone

A causa di ciò, in tutto il Giappone 12.000 persone denunciarono danni fisici dopo aver visto l’episodio.

Ci furono casi gravi e 685 persone finirono addirittura in ospedale. Vennero riscontrati vari disturbi, quali mal di testa, nausea, blocco temporaneo della vista e crisi epilettiche. Il tuonoshock di Pikachu fu così potente e deleterio da dare al fenomeno il seguente nome: ‘Pokemon Shock’. Dopo quell’episodio, il cartone fu bloccato per quattro mesi e, precisamente, fino al mese di aprile dell’anno successivo. Sebbene non avesse alcuna colpa in merito, la Nintendo perse il 5% delle sue azioni.

Inoltre, l’episodio fu censurato, senza essere così più trasmesso in nessun paese del mondo.

Nata a Melito Porto Salvo (RC) nel 1982, si è laureata in Giurisprudenza nel 2011 presso l’università “Mediterranea” di Reggio Calabria ed ha conseguito l’abilitazione forense nel 2016. Da sempre appassionata di scrittura, collabora con Notizie.it, Blasting News e alcuni blog di wine & food.


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Giuseppina Maria Rosaria Sgrò

Nata a Melito Porto Salvo (RC) nel 1982, si è laureata in Giurisprudenza nel 2011 presso l’università “Mediterranea” di Reggio Calabria ed ha conseguito l’abilitazione forense nel 2016. Da sempre appassionata di scrittura, collabora con Notizie.it, Blasting News e alcuni blog di wine & food.

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