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Febbre da Cavallo: Trama e recensione della commedia su Prime

Recensione del film commedia Febbre da Cavallo (Steno, 1976) con Gigi Proietti disponibile in streaming su Amazon Prime Video

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In streaming su Amazon Prime Video la commedia Febbre da Cavallo (1976) diretto dal maestro della commedia italiana Steno con protagonisti Gigi Proietti, Enrico Montesano e Francesco De Rosa.

Trama di Febbre da Cavallo

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Bruno detto “Mandrake” (Gigi Proietti), Armando detto “Er Pomata” (Erico Montesano) e il parcheggiatore abusivo Felice (Francesco De Rosa) sono tre vecchi amici squattrinati che gravitano attorno all’ippodromo di Tor di Valle (Roma) dove scommettono compulsivamente sulle corse di cavalli.

Gabriella (Catherine Spaak), moglie di Mandrake, stanca delle scommesse fallimentari del marito decide di rivolgersi ad una cartomante che le rivela involontariamente un tris di cavalli su cui chiederà al marito di puntare un’ingente quantità di denaro. Mandrake deciderà però di puntare su altri tre cavalli, perdendo però la scommessa e l’intera somma di denaro. Gabriella nel frattempo, convinta della vincita, comincia la ristrutturazione del bar senza però avere una lira.

Mandrake dovrà tentare di recuperare tutto l’importo e per fare ciò si fingerà un famosissimo fantino italo-francese per poter vincere la corsa aiutato da Er Pomata, che correrà nella stessa gara su un cavallo diverso, e da Felice.

Il cast della pellicola

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Nei panni dell’immortale icona Mandrake l’attore e teatrante Gigi Proietti famoso non solo per le proprie interpretazioni cinematografiche, che lo hanno portato a collaborare con maestri della settima arte come Tinto Brass, Robert Altman e Sidney Lumet, ma anche per il proprio impegno nel teatro, nella radio e nel piccolo schermo.

Nel ruolo dell’ex fantino “Er Pomata” l’attore Enrico Montesano che dopo il debutto in teatro comincia una gloriosa carriera nel cinema dove trova successo nel filone della commedia dove recita per importanti registi del cinema di genere come Sergio Corbucci, Sergio Martino e Mario Monicelli.

Moglie di Mandrake la diva del cinema anni ’60 e 70′ Catherine Spaak debuttando in Italia come protagonista nel film Dolci Inganni (1960) di Alberto Lattuada, la prima di moltissime collaborazioni con i maggiori registi del cinema italiano del tempo come Mauro Bolognini, Dino Risi, Marco Ferreri e Sergio Sollima.

Recensione

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Sebbene oggi il film di Steno, regista cult della commedia italiana capace di lavorare con attori del calibro di Totò , Alberto Sordi, Tognazzi e Paolo Villaggio, sia un classico della commedia anni 70′ italiana, alla sua uscita fu un vero e proprio flop sia di pubblico che di critica.

Ma col tempo, grazie anche alla sempre più crescente fama di Gigi Proietti, il film è diventato un simbolo della commedia italiana grazie alla grande capacità di saper ironizzare sul gioco d’azzardo e sul mondo delle scommesse ippiche, delineando personaggi grotteschi e macchiettistici che potremmo benissimo trovare in qualsiasi sala scommesse di provincia.

In più Gigi Proietti sfodera una delle sue migliori performance che in coppia con Enrico Montesano riescono a creare un alchimia perfetta piene di gag divertenti, ormai entrati di diritto nelle memoria collettiva; una su tutte lo sketch dello spot pubblicitario in cui appare lo stesso Steno in un cameo dal sapore metacinematografico.

Una pellicola dal ritmo sempre crescente che esplode in un finale divertentissimo che riesce a descrivere perfettamente gli avventori degli ippodromi. Un classico da recuperare se possedete un account Netflix, per una serata all’insegna della risata,

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