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The Irishman: trailer e recensione del film

Recensione di The Irishman, film in streaming su Netflix, diretto da Martin Scorsese, con Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci

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The Irishman è disponibile in streaming su Netflix.

Il film ha avuto diversi problemi produttivi, a causa del suo alto costo, fino all’interessamento di Netflix che ha consentito l’inizio delle riprese. The Irishman è l’adattamento cinematografico del saggio del 2004 L’irlandese.

Ho ucciso Jimmy Hoffa scritto da Charles Brandt.

La regia è del leggendario cineasta newyorkese Martin Scorsese (Fuori Orario), mentre la sceneggiatura è firmata da Steven Zaillian (Gangs of New York). The Irishman ha ottenuto 10 nominations ai premi Oscar 2020 con nessuna vittoria.

Il cast

Cast stellare, composto da mostri sacri della recitazione. Robert De Niro (Il lato positivo) torna a lavorare con il suo amico Martin per interpretare l’irlandese Frank Sheeran.

Al Pacino (C’era una volta a… Hollywood), per la prima volta in un film di Scorsese, è Jimmy Hoffa. Un altro fidato amico del clan Scorsese torna davanti alla macchina da presa dopo nove anni di assenza: Joe Pesci (Mio cugino Vincenzo) interpreta il gangster Russell Bufalino.

Altro ritorno a casa per l’amico Harvey Keitel (The Ridiculous 6) alle prese con il ruolo di Angelo Bruno. Fanno parte del cast anche: Ray Romano, Bobby Cannavale, Anna Paquin, Stephen Graham.

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La trama del film

Filadelfia, anni cinquanta. Frank Sheeran, irlandese americano, lavora come autista di camion per le consegne e inizia a vendere parte del contenuto delle sue spedizioni al gangster locale Felix “Skinny Razor” DiTullio.

Dopo un furto, Sheeran rifiuta di fare i nomi dei suoi clienti al giudice. Bill Bufalino, il suo avvocato, lo presenta a suo cugino Russell. Sheeran inizia a lavorare per Russell e per altri membri della malavita commettendo omicidi su commissione.

Russell presenta presto Sheeran a Jimmy Hoffa, capo del sindacato, che ha legami finanziari con la famiglia Bufalino e si sta difendendo dal collega Anthony Provenzano e dalle pressioni del governo federale. Frank e Jimmy diventano grandi amici…

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La recensione

Chi scrive è cresciuto con il cinema di Martin Scorsese. Chi scrive capisce bene la volontà del famoso regista di riunire la vecchia banda per un ultimo giro di bevute.

C’è persino l’aggiunta di un pezzo da novanta come Al Pacino, che con la presenza di De Niro è un richiamo obbligato. Come si può dire di no a un film del genere?

A proposito di attori, segnalo un Joe Pesci divino, come se non avesse mai smesso di recitare, sensazionale. Un’operazione nostalgica nel periodo storico più nostalgico di sempre, alle prese con un presente spesso svilente e lontano dai fasti del passato, sotto tutti i punti di vista, è quanto mai legittima e opportuna.

Sarebbe un poema di pura ammirazione e gratitudine se non vi fosse di mezzo il cinema. Già, perché all’inizio, durante, e alla fine, c’è sempre e solo il cinema da considerare. Il cinema, la riuscita di un film, presuppone la capacità di osservare con lucidità tutti gli aspetti.

E allora, vi è subito chiaro, che la CGI sui volti degli storici attori per farli sembrare più giovani è di cattivo gusto, per non dire altro.

Subentra il pensiero che la nostalgia per un cinema che non c’è più possa inconsciamente trasformarsi in stanchezza, apatia, laddove le tre ore di film si reggono sul peggior montaggio in carriera per l’immensa Telma Schoonmaker (Toro Scatenato).

The irishman è perciò un film con evidenti difetti, seppur godibile e meritevole di una visione. Se non altro, come tributo a tutto quello che questo lavoro di Scorsese rappresenta.

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