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Lo chef romano bloccato che fa le ronde con il kalashnikov e che ha visto quelli della Wagner

Effettivi del gruppo Wagner

Parla lo chef romano titolare della "Bruschekta", ristorante che dirige e dopo aver lavorato nel quale va a fare le ronde con la resistenza ucraina

Da una intervista del Messaggero arriva la storia dello chef romano bloccato che fa le ronde con il kalashnikov e che ha visto quelli della Wagner: Danilo Dell’Otto accompagnerà la famiglia in Ungheria ma poi tornerà a combattere per l’Ucraina.

E ci tornerà per partecipare alle ronde con le idee ben chiare: “Da qui non me ne vado, voglio aiutare la gente di questa terra, ma anche difendere il mio ristorante. Se la situazione dovesse precipitare, accompagnerò la mia compagna e i suoi nipotini alla frontiera con l’Ungheria, ma poi tornerò a combattere. Non scappo”. 

Lo chef italiano che fa le ronde con gli ucraini

Ha spiegato Danilo nel raccontare la sua esperienza anche al fianco dei resistenti in Ucraina: “Da dieci anni frequentoil paese, ma da due anni abito qui perché la mia compagna e io abbiamo aperto un ristorante, la Bruschekta, specialità romane: amatrciana, carbonara, ma anche pesce.

Il primo giorno dell’attacco russo ci siamo allontanati dalla città, in campagna”. E ancora: “Noi abitiamo proprio dove passa l’autostrada, poteva essere una zona a rischio. Il giorno dopo però siamo tornati. E subito c’è stato un allarme antiaereo, siamo corsi nei rifugi. E lì ci hanno raccontato che 24 ore prima c’era stato uno scontro a fuoco. Avevano fermato due Porsche Cayenne e una Bentley, a bordo dodici russi, che si erano infiltrati in Ucraina chissà quando”. 

“Quei tipi combattevano troppo bene, erano la Wagner”

Poi Danilo espone la sua supposizione: “Erano armati fino ai denti e sapevano combattere. Da quello che abbiamo capito, potrebbero essere i mercenari del gruppo Wagner, di cui si sta parlando in queste ore. Noi siamo nella parte ovest dell’Ucraina, ancora non abbiamo avuto bombardamenti pesanti, però temiamo molto la presenza di infiltrati. Inoltre, sono anche passati anche veicoli militari russi. Per questo ci hanno distribuito le armi e, quando è possibile, organizziamo le ronde”.

E in chiosa: “Non voglio scappare, all’Italia chiedo di mandare aiuti, anche generi alimentari, queste persone non devono essere lasciate sole”.