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Mercati finanziari in movimento: petrolio e tensioni geopolitiche

Mercati finanziari in movimento: petrolio e tensioni geopolitiche

I mercati europei mostrano segnali di ripresa mentre il petrolio raggiunge nuovi massimi. Scopri come le tensioni tra Usa e Iran stanno influenzando l'economia globale.

I mercati finanziari europei mostrano segnali di ripresa a metà seduta, con il Ftse Mib di Milano che guida il rialzo. Nel frattempo, le quotazioni del petrolio continuano a salire, riflettendo le tensioni geopolitiche in corso.

La scadenza della tregua di 60 giorni tra Usa e Iran stabilita durante l’accordo di Islamabad, ha acceso i riflettori sui mercati.

Secondo fonti iraniane e arabe, Teheran ha utilizzato gli ultimi due mesi per prepararsi a uno scenario più ampio di conflitto. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei ha chiarito che non esiste alcuna scadenza di 60 giorni nel testo del memorandum d’intesa ma piuttosto una finestra temporale per proseguire i colloqui su due assi principali: l’allentamento delle sanzioni e la questione nucleare.

Mercati europei in leggero rialzo

Il Ftse Mib di Milano è il migliore del Vecchio Continente, con un rialzo dello 0,4%. Seguono l’Aex di Amsterdam (+0,2%) e il Ftse 100 di Londra e il Dax di Francoforte, entrambi con un aumento dello 0,1%. In contrasto, il Cac di Parigi e l’Ibex di Madrid mostrano un andamento negativo, rispettivamente con -0,05% e -0,2%.

I future a Wall Street sono contrastati, con un avanzamento dei future sul Nasdaq e un indebolimento di quelli sul Dow Jones.

Petrolio e gas in movimento

Le quotazioni del petrolio sono tornate a salire dopo una mattinata incerta. Il Brent il benchmark internazionale, avanza dello 0,78% a 89,21 dollari al barile, mentre il Wti il riferimento americano, scambia a 82,74 dollari (+0,4%). Il gas ad Amsterdam rimane poco mosso a 61,4 euro al megawattora (-0,01%).

Colloqui tra Teheran e Oman

Secondo quanto riferito da Baghaei, i colloqui tra Teheran e Oman sullo Stretto di Hormuz proseguono. Questo stretto è una delle rotte più strategiche per il trasporto del petrolio, e qualsiasi tensione in quest’area può avere un impatto significativo sui mercati globali.

Titoli tecnologici in evidenza a Piazza Affari

A Piazza Affari, i titoli legati al tech trainano il listino, in scia ai buoni risultati del settore in Asia. St svetta con un aumento del 4,1% seguita da Prysmian (+2,42%). Bene anche Finecobank (+2,57%), con Berenberg che ha alzato il target price a 28 euro da 27 e confermato il ‘Buy’, e Ferrari (+1,75%), che beneficia dei buoni risultati nelle aste d’epoca.

Stellantis mostra un aumento dello 0,44% dopo le voci secondo cui il gruppo starebbe rivedendo la strategia tecnologica in Sud America sotto la pressione competitiva dei produttori cinesi. UniCredit è debole (-0,34%) nonostante il governo tedesco sia aperto a discutere la vendita del 12,7% di Commerzbank controllato da Berlino a UniCredit. In coda Fincantieri (-1,9%) e Nexi (-1,4%).

Valute e materie prime

Il ridimensionamento delle aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed indebolisce il dollaro con il cambio euro dollaro che dopo essere tornato ai massimi da due mesi a quota 1,16 ora vale 1,1592 (da 1,1581 alla chiusura di venerdì). La moneta unica vale anche 184,48 yen (da 184,3), mentre il cross dollaro/yen è a 159,15 (da 159,09). Per le materie prime, torna a salire l’oro con il contratto spot che sfiora i 4.400 dollari l’oncia (+0,45%).

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