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Monsignor Talucci a Pontifex: «L’omosessualità è una malattia, è un disordine grave»

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Tornano a far parlare di se la Chiesa e il sito Pontifex. Questa volta, a lanciarsi in discutibili dichiarazioni, attraverso le pagine del sito ultra-cattolico è Monsignor Rocco Talucci, arcivescovo di Brindisi e Ostuni. L’argomento oggetto dell’intervista è l’omosessualità, definita dal Monsignore, che evidentemente è anche medico, altrimenti non si spiega su quali basi “scientifiche” afferma “l’omosessualità un disordine grave”.

Il religioso aggiunge: “questo non deve mai comportare da parte dei pastori atteggiamenti discriminatori, ma bisogna essere delicati e misericordiosi, ricordando che da questo disturbo é sempre pensabile la conversione o la guarigione”. Cosa propone il vescovo come medicina per guarire? L’acqua di Lourdes? Alla domanda Che cosa accade invece con gli omosessuali praticanti, conclamati e che rivendichino la loro condizione? Il monsignore risponde: “Io come Vescovo, ma qulasiasi uomo di Chiesa, non deve essere lassista e valutare questo gravissimo peccato che da scandalo con la giusta severità.

Lo ripeto, la tendenza omosessuale va trattata con misericordia, quella ostentata e rivendicata come fosse normalità o diritto, mai“. Poi il gran finale, secondo Monsignor Tallucci, il tradimento, la scappatella, può essere tollerata, perdonata e chi tradisce, dopo essersi confessato, può ricevere la comunione. Ben diversa, e più grave, è la situazione di chi convive non essendo sposato. In questo caso neanche la confessione può salvare i peccatori e quindi chi convive non può ricevere il sacramento.

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