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Morta Liliana Cassano: il figlio Paolo Di Nella ucciso negli anni di piombo

Liliana Cassano è morta giovedì 25 novembre. Era la madre di Paolo Di Nella, ucciso nel 1983 mentre attaccava dei manifesti.

Paolo Di Nella

Dopo una lunga malattia, è morta nella serata di giovedì 25 novembre Liliana Cassano, la madre di Paolo Di Nella, militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1983 per motivi politici mentre attaccava dei manifesti.

Morta Liliana Cassano: i messaggi di Fratelli d’Italia

Sui social sono stati in molti a commentare la scomparsa di Liliana Cassano.

Su Twitter, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha scritto: “La notizia della morte di Liliana Cassano, mamma di Paolo Di Nella, ci rattrista profondamente. La comunità umana e politica di Fratelli d’Italia esprime cordoglio per la scomparsa di una donna straordinaria, che ha vissuto sulla sua pelle la tragedia degli Anni di piombo”.

La deputata di Fratelli d’Italia Carolina Varchi ha invece affidato il suo messaggio a Facebook: “È andata oltre Liliana Cassano, mamma di Paolo di Nella, il giovane militante del Fronte della Gioventù morto a soli 19 anni.

Colpito alle spalle, con un oggetto di ferro, per la furia ideologica rossa. Un assassinio che non ha mai avuto giustizia”.

“Liliana è stata una mamma forte che ha dovuto sopportare il peso enorme della morte del figlio, la cosa più tragica che possa capitare ad un genitore. Cara Liliana, fai buon viaggio, adesso potrai tornare ad abbracciare il tuo amato figlio”, ha concluso Varchi.

Morta Liliana Cassano: “Ha pagato un prezzo terribile negli anni di piombo”

Secondo Gianni Alemanno, “Liliana è una di quelle mamme di destra che ha pagato un prezzo terribile agli anni di piombo e allo slogan ‘uccidere un fascista non è reato’. Quello di Paolo Di Nella è un omicidio rimasto impunito per complesse vicende giudiziarie e questo è stato un altro tormento per mamma Liliana”.

Morta Liliana Cassano:

“L’andai più volte a trovare nel quartiere africano di Roma e ricordo che una volta mi diede un quadro con la foto del figlio da portare a Montelupone in provincia di Macerata perché avevano dedicato la sede di AN a suo figlio.

Una donna coraggiosa che ha visto un figlio morire per la politica, un omicidio rimasto impunito. Condoglianze alla famiglia”, ha commentato Amedeo Giustini.

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