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L’opinione di Giampiero Casoni

No, cara senatrice Granato, Putin non sta affatto combattendo per noi

Ci ascolti, onorevole: basta con questo “nuovo ordine mondiale”. Ce lo avete servito in tutte le salse e non lo ha visto mai nessuno.

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Partiamo in purezza e facciamo un giochino, un lezioso indovinello: “Penso che Putin stia conducendo un’importante battaglia non solo per la Russia ma per tutti noi. Quindi a lui dico: uniamo le forze”. Sulla paternità di questa frase il lettore medio senziente spara subito tre opzioni a botta sicura: l’ha detta Paramonov che di Putin è l’ugola a comando, Lukashenko che di Putin è lo scaldaletto oppure il vicino di pianerottolo che è stato in viaggio premio in Cecenia con i punti della vodka con cui si sfascia il fegato dal 1989.

Poi però quando al lettore medio senziente gli vai a spiegare che non di paternità, ma di maternità si tratta e che questa frase l’ha pronunciata in una diretta Telegram Bianca Laura Granato, allora il lettore medio senziente, che ha il diritto di non sapere chi sia la medesima, se lo va a googolare. E scopre che ad aver detto che Putin “combatte per noi” è stata una Senatrice della Repubblica Italiana che su Facebook proclama fiera di stare in Commissione Affari Costituzionali.

E dopo aver visto la sua mandibola cappottare piomba sul pavimento come nei cartoon degli anni ’30, il lettore medio senziente inizia (legittimamente) a farsi qualche domanda sul rapporto che dovrebbe esserci fra libertà di parola e facoltà di intelletto. Un rapporto in cui la prima, che qui da noi per fortuna è sacra e tutelata come il panda, dovrebbe essere figlia naturale della seconda e non figliastra sghemba. E dovrebbe esserlo ancor di più se chi la esercita è una delegata istituzionale di rango massimo, una cioè che non può comparire come un esantema una tantum a sparare minchiate maiuscole nelle dirette social.

Poi accade il peggio: che il lettore medio senziente, in iperbole e con le vene del collo gonfie come i pali di roverella, inizia truce a farsi delle domande sulla democrazia. Se cioè la medesima sia un diritto a prescindere o una conquista da meritare e lì recede proprio perché è senziente. La democrazia purtroppo contiene al suo interno tutti i germi della sua fallacità ma resta il meglio che possiamo permetterci se non vogliamo tornare bonobo.

Però se c’è una cosa che questa saldezza di intenti continuamente la mette alla prova quelle sono le parole delle persone come la senatrice Granato. Senatrice che in sette minuti sette ha fatto pattume di ogni speranza che, guerra a prescindere, le cose in questo mondo possano davvero andare meglio.

E che imperterrita ha incalzato sulla sua piazza virtuale ed ha spiegato in vernacolo geopoliticante che secondo lei Putin sta macellando l’Ucraina “perché non ha accettato l’agenda globalista che è stata imposta pure a noi e a tutti gli stati dell’Unione europea. L’appello che mi sento di fargli è di prendere in mano le redini di questa lotta comune (…) e di trovare una strategia nella quale possiamo entrare tutti, anche noi che purtroppo siamo governati dalle propaggini di questa élite, che vuole rifilarci questo nuovo ordine mondiale”.

Ecco, onorevole Granato, anche a fare la tara alla strofetta folle di un Putin conducator di giustizia una cosa va detta e lei e a tutti quelli che come lei ‘sta roba ce lo sciorinano davanti ad ogni fiata, come il nome di Kadyrov che in Cecenia lo danno pure ai gatti e ai comò. Ci ascolti, onorevole: basta con questo “nuovo ordine mondiale”. Ce lo avete servito in tutte le salse e non lo ha visto mai nessuno, e se qualcuno lo ha visto lo ha tradotto in due parole semplici semplici: mondo e regole.

Regole etiche e comuni e belle come quelle nell’ubbidire alle quali le diciamo che proprio no, onorevole Granato, Putin non sta combattendo neanche per il cosiddetto “per noi”. E le sveliamo una cosa: non sta combattendo neanche per lei. Sta combattendo per affermare un modo di vivere in cui la libertà pacchiana che si è presa nel dire quelle cose non avrebbe comportato questo misero cazziatone, ma misure che farebbe meglio ad andarsi a studiare.

Aprendo un libro, non Telegram.

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