Numa Pompilio, il secondo re di Roma | Notizie.it
Numa Pompilio, il secondo re di Roma
Lifestyle

Numa Pompilio, il secondo re di Roma

Numa Pompilio
Numa Pompilio

Numa Pompilio fu il secondo re di Roma. Personaggio molto importante per la storia della città, introdusse importanti riforme.

Numa Pompilio fu secondo re di Roma dal a. C. Fu il successore di Romolo su designazione del Senato dopo un anno d’interregno. La tradizione tramanda che avesse come maestro Pitagora (in realtà posteriore) e come consigliera la ninfa Egeria.

Nato nel 754 a.C.,era di stirpe sabina. Ne abbiamo la conferma dalla presenza, nel suo nome, della radice italico-orientale e osco-umbra: pump. Sposò Tazia, figlia di Tito Tazio.

Vediamo meglio la sua politica e le sue opere.

La politica

Grazie al volere di Numa Pompilio Roma visse grandi cambiamenti strutturali. A lui si deve la creazione delle istituzioni religiose e sociali della città. Le nuove leggi non sono però attribuite alla sua mano bensì a quella divina della ninfa Egeria.

Animato da forte spirito religioso fu anche un prolifico legislatore. A livello religioso introdusse nuove forme di sacerdozio e riorganizzò completamente tutte le pratiche sacre. Istituì inoltre nuovi culti e aggiunse festività.

Fissò le norme del diritto sacro e il calendario. Divise i giorni in fasti e nefasti, aggiungendo due mesi (gennaio e febbraio) ai dieci istituiti da Romolo.

Durante il suo regno inoltre la città ebbe una forte crescita economica. Il passaggio dalla sussistenza al surplus facilitò le elargizioni alle divinità da parte delle famiglie romane e fece si che le pratiche religiose venissero svolte in templi pubblici apposta e non nelle singole famiglie.

Inoltre il suo interesse verso le pratiche religiose permise di sviluppare il senso della comunità riducendo il potere delle famiglie patrizie e creando così l’idea di una legge comune per tutti.

Fu dunque un uomo di pace, saggio e accorto.I nuovi ordini ed i rispettivi riti sacri sono definiti nel minimo dettaglio dalle sue leggi.

Le opere

La storiografia romana di tarda età repubblicana attribuisce a Numa Pompilio molte opere. Queste si si sarebbero rivelate tra le più grandi e celebri della città.

Spicca in primo piano il Tempio di Giano, costruito dal re lungo la via Sacra. Il tempio era anche usato come simbolo di pace: se le porte erano chiuse indicavano armonia, se invece erano aperte voleva dire che c’era una guerra in corso.

Altre sue manifestazioni sono la nuova disposizione del Tempio di Vesta, caratterizzato dalla presenza del fuoco sacro e dal sacerdozio delle vergini vestali.

All’interno del suo regno, durato ben 43 anni, occorre rimarcare inoltre l’assenza di guerre che lo caratterizzò. Questa fu una situazione rara nella storia di Roma. La città infatti era stata pressoché costantemente impegnata in numerose guerre di espansione e poi di difesa.

La fine del regno

Numa Pompilio si spense nel 673 a.C. salutato dall’affetto del popolo, contento delle sua politica di pace. Una folla numerosa e commossa si strinse attorno al feretro nel giorno dei solenni funerali. Il corpo dell’amato sovrano non fu arso, come si usava di solito, ma sepolto in un mausoleo sul Gianicolo.

© Riproduzione riservata

1 Commento su Numa Pompilio, il secondo re di Roma

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche