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Nuove varianti Covid: cosa aspettarci

Come agiranno le nuove varianti covid

Nuove varianti Covid: ecco cosa dovremo aspettarci in termini di virulenza e capacità di eludere le risposta immunitaria del nostro organismo

Sulle nuove varianti Covid e su cosa aspettarci da esse gli studiosi stanno elaborando modelli previsionali.

Al momento servono solo quelli perché Cerberus e Gryphon stanno prendendo piede nei contagi anche in Italia ma Omicron 5 continua a dominare. Quest’ultima variante infatti tiene il suo primato nel numero dei contagi. Tuttavia sono sempre più frequenti gli indici sintomatici che testimoniano il diffondersi delle varianti Cerberus e Gryphon.

Nuove varianti Covid: cosa aspettarci

Sul quadro clinico puro esse sono molto “simili” come comportamento a quanto avviene con l’influenza.

E questo è purtroppo il periodo “giusto” per confondersi, a contare che la stagionale “australiana” sta già imperversando sul paese. I sintomi empirici come starnuti frequenti, naso, chiuso, tosse e mal di gola sono insomma tipici di entrambe le patologie virali.

Cerberus e Gryphon, per ora non se ne sa molto

Cerberus ha un nome alfanumerico scarno: Bq.1. Il ceppo gira in Europa e presenta una possibile sottovariante, definita Bq.1.1.

Questa sottovariante elude facilmente il sistema immunitario e quindi le reazioni difensive dell’organismo ma non si sa ancora se determini un quadro più severo. Gryphon è una ricombinata fra BA.2.10.1 e BA.2.75, il “vecchio” ceppo Centaurus insomma. Essa è attentamente monitorata dalle autorità sanitarie ma non se ne sa quasi nulla. Dai laboratori sarebbe emerso come “abbia caratteristiche che la rendono molto meno in grado di stimolare una risposta immunitaria in chi è stato vaccinato o ha contratto Covid, con un maggior rischio di reinfezione in chi ha già avuto la malattia”.