Nel pomeriggio di domenica 11 ottobre, un gruppo di escursionisti si trovava all’ingresso della famosa grotta di Gorropeddu situata nel territorio di Urzulei, in Ogliastra. Durante l’esplorazione, una improvvisa frana ha seppellito il passaggio, intrappolando al suo interno un speleologo di 31 anni, residente nel Sassarese. L’evento, avvenuto in una zona riconosciuta per la sua difficoltà tecnica, ha immediatamente attivato le procedure di emergenza.
Dettagli dell’incidente nella grotta di Gorropeddu
L’uomo si trovava a circa dieci metri di profondità quando il masso caduto ha ricoperto l’ingresso, lasciandolo circondato da un cumulo di detriti e rocce instabili. Secondo le prime ricostruzioni, la frana è avvenuta poco dopo l’inizio dell’escursione, intrappolando il giovane per circa sedici ore.
Nonostante la situazione precaria, i compagni di viaggio sono riusciti a stabilire un contatto vocale, confermando che il speleologo era vivo e cosciente. La capacità di parlare è stata fondamentale per mantenere alto il morale dell’uomo e per fornire ai soccorritori indicazioni sulla sua posizione esatta.
Profondità, frana e condizioni dell’uomo
Il massiccio crollo ha prodotto una densa massa di terra e pietre, rendendo l’accesso estremamente pericoloso.
I soccorritori hanno riferito che il terreno è friabile e che i massi circostanti presentano rischi di ulteriori cedimenti. Al momento, non sono noti problemi di salute gravi, ma la postura forzata e la mancanza di aria fresca rappresentano rischi potenziali. Le autorità hanno quindi prioritizzato la stabilizzazione dell’ambiente prima di tentare il recupero diretto.
Intervento congiunto delle forze di soccorso
Sul luogo sono intervenute numerose realtà specializzate: il Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico i Vigili del fuoco del distaccamento di Tortolì, le squadre Speleo alpino-fluviali (Saf) del comando di Nuoro e la Protezione civile di Dorgali. Ognuna di queste unità ha svolto un ruolo preciso, dall’assistenza medica al disbrigo dei detriti, fino alla gestione della comunicazione con la zona di comando avanzato allestita vicino alla cavità.
Coordinamento tra Vigili del fuoco, Soccorso alpino e Aeronautica
L’Aeronautica militare di Decimomannu ha supportato l’operazione trasportando in elicottero sedici unità USAR Medium squadre esperte in operazioni di ricerca e soccorso in ambienti complessi. Queste unità hanno fornito attrezzature di scavo, sistemi di ancoraggio e supporto logistico per la rimozione manuale dei detriti. Il punto di comando avanzato ha permesso una gestione in tempo reale delle diverse attività, ottimizzando le risorse e garantendo la sicurezza dei soccorritori.
Criticità operative e prossime fasi
La principale difficoltà resta la rimozione dei massi instabili senza provocare ulteriori crolli. Gli esperti stanno lavorando a mano, usando strumenti di precisione per evitare vibrazioni eccessive che potrebbero compromettere la stabilità della grotta. Parallelamente, vengono monitorati i livelli di ossigeno e il benessere psicofisico del giovane, che continua a comunicare tramite il microfono posizionato all’ingresso. Una volta che il varco sarà sgomberato, le squadre potranno avvicinarsi con cautela per estrarre il speleologo e garantirgli assistenza medica sul posto.
L’intera operazione, avviata nel pomeriggio della domenica 11 ottobre, continua senza interruzioni durante la notte, con l’obiettivo di concludere il salvataggio nel più breve tempo possibile, mantenendo la massima prudenza per evitare ulteriori incidenti in una zona già a elevato rischio.
