Nella serata del 15 agosto, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina (MuMe) è stato teatro di un clamoroso furto d’arte. I ladri hanno fatto irruzione nelle sale espositive, riuscendo a sottrarre alcune delle opere più preziose di Antonello da Messina tra cui tre tavole del celebre Polittico di San Gregorio e la Tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà.
La dinamica del furto: un’operazione precisa e veloce
Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi sono riusciti a eludere i sistemi di sicurezza del museo, entrando attraverso un ingresso secondario dopo aver tranciato una parte della ringhiera. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso l’intera operazione, che sarebbe durata solo pochi minuti. I ladri hanno agito con rapidità e precisione, strappando le tavole dai pannelli e asportando la tavoletta dalla teca blindata.
Durante la fuga, i ladri hanno abbandonato due delle tavole del polittico su un muretto esterno, probabilmente a causa della presenza di passanti. L’allarme è scattato immediatamente, ma le forze dell’ordine sono arrivate dopo la fuga dei malviventi. Le indagini sono ora concentrate sull’analisi delle immagini delle telecamere e sull’interrogatorio del personale del museo.
Le reazioni delle autorità e della comunità
La direttrice del MuMe, Marisa Mercuri, ha espresso sconcerto e dolore per il furto, definendolo una perdita gravissima per il museo e per la città. Anche il sindaco Federico Basile e l’assessore alla Cultura Enzo Caruso hanno manifestato preoccupazione, sottolineando il valore storico e culturale delle opere rubate.
La scrittrice messinese Nadia Terranova ha commentato l’accaduto con rabbia, ipotizzando la presenza di una talpa interna al museo. Secondo Terranova, il furto è stato un sfregio alla memoria di Antonello da Messina e un’offesa alla comunità.
Le indagini in corso e le ipotesi
La Procura distrettuale di Messina ha aperto un’inchiesta per furto pluriaggravato di opere d’arte delegando le indagini alla squadra mobile della questura e ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale. Gli investigatori stanno esaminando le immagini delle telecamere e interrogando il personale del museo per capire se i ladri abbiano avuto complici interni.
Una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti è quella di un furto su commissione. La scelta di agire nella notte di Ferragosto, durante la tradizionale Processione della Vara potrebbe essere stata strategica per distogliere l’attenzione e sfruttare la minore sorveglianza nella zona del museo.
Al momento, non è chiaro se le opere siano state portate fuori dalla Sicilia. Le forze dell’ordine hanno effettuato controlli agli imbarchi per la Calabria, ma senza risultati. La speranza è che le opere possano essere recuperate grazie alle indagini in corso.
