Pamela: uccisa con due coltellate e un colpo alla testa
Pamela: uccisa con due coltellate e un colpo alla testa
Cronaca

Pamela: uccisa con due coltellate e un colpo alla testa

pamela mastropietro

Pamela Mastropietro, il drammatico caso di Macerata si arricchisce di ulteriori e raccapriccianti dettagli in seguito all'esame istologico

Novità raccapriccianti sul caso di Pamela Mastropietra, la ragazza uccisa a Macerata. L’esame istologico effettuato sui resti della povera ragazza conferma che la vittima è stata uccisa da due coltellate al fegato e da un colpo alla testa. A questo punto, si abbandona la pista della morte per overdose, come invece sembrava essere in un primo momento. Nel frattempo, si allarga il numero delle persone indagate, che adesso comprende un altro nigeriano.

Pamela Mastropietro esame istologico

I nodi del caso di Pamela Mastropietro stanno giungendo tutti al pettine piano piano, e la storia prende una piega ancora più terribile ed inquietante. L’esame istologico effettuato sui resti della povera ragazza ha sentenziato che si sarebbe trattato di omicidio. La vittima ha subito due coltellate al fegato e un colpo alla testa, che le sarebbero stati letali. Viene quindi abbandonata la pista dell’overdose. Il corpo di Pamela Mastropietro sarebbe stato fatto a pezzi proprio per ostacolare le indagini e gli esami.

Infatti, bisogna ancora provare se la giovane abbia assunto droga nel pomeriggio del 30 gennaio, e se ha subito una violenza sessuale.
L’esame istologico è stato condotto dal medico legale Mariano Cingolani, e questi risultati sono stati consegnati nel pomeriggio del 12 febbraio al procuratore capo di Macerata Giovanni Giorgio.

Nuovo indagato

Si complica ulteriormente e definitivamente la situazione per le persone indagate, in tutto quattro perché se ne aggiunge una nuova. Si tratta di un altro nigeriano, che anche lui, a questo punto, ha ricevuto un avviso di garanzia per concorso in omicidio, vilipendio, distruzione, soppressione e occultamento di cadavere. L’uomo, 39 anni e sostenuto dall’avvocato Paolo Cognini, ha avuto contatti telefonici con gli altri tre indagati nel pomeriggio del 30 gennaio. In particolare, questi contatti sono avvenuti col 29enne Innocent Oseghale, il primo nigeriano bloccato, poco dopo il ritrovamento del corpo di Pamela Matropietro. Secondo gli inquirenti che si occupano del caso, per adesso, questo quarto indagato non dovrebbe essere coinvolto nel delitto, e attualmente, contro di lui non vi sono le prove già prodotte per Oseghale, Desmond Lucky e Lucky Awelima.

Proseguimento delle indagini

Nel frattempo, stanno proseguendo le indagini per far ulteriore luce sul drammatico caso di Pamela Mastropietro. Sempre lunedì 12 febbrario, i carabinieri del Ris hanno continuato con le ispezioni nell’appartamento di via Spalato. Sono stati rinvenuti piccoli frammenti biologici che appartengono a alla povera Pamela Mastropietro sul terrazzo. Inoltre, è stata definitivamente esclusa l’asportazione degli organi della sfortunata ragazza. È stato individuato del sangue anche nella lavatrice dell’alloggio. Con ogni probabilità queste tracce provengono dal lavaggio degli indumenti degli assassini o da stracci usati per pulire la scena del crimine. Oggi i carabinieri, invece, punteranno la propria attenzione sulla vettura del tassista che aveva denunciato per primo il 28enne Innocent Oseghale. Nella sua auto era salito il nigeriano con quei due trolley che contenevano i resti della vittima per allontanarsi da Macerata e disfarsene, per poi non pensarci più. Ma ha fatto male i propri calcoli.

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