La celebrazione pasquale, guidata da Papa Leone XIV, si sviluppa tra la Veglia e la prima messa del giorno di Pasqua, due momenti centrali in cui il Pontefice accompagna i fedeli in un percorso spirituale che culmina nell’annuncio della Risurrezione. Durante la Veglia, caratterizzata da raccoglimento e attesa, il Pontefice ha richiamato il significato profondo della fede e ha invitato a non lasciarsi frenare dalle difficoltà.
Tradizione, simboli e celebrazione nella cornice vaticana in occasione della Pasqua
La celebrazione si svolge nella suggestiva cornice della Basilica di San Pietro, con il momento culminante nella Piazza San Pietro, allestita per l’occasione con un ricco apparato floreale proveniente dai Paesi Bassi. L’iniziativa, curata in collaborazione con il Servizio Giardini e Ambiente e sostenuta dalla Conferenza Episcopale Olandese insieme alla Fondazione Bloemenpracht Rome, ha visto l’impiego di 65.000 bulbi di tulipani, narcisi e giacinti e mini narcisi; 220 viole bianco e arancione; 7.800 fiori, tra i quali rose, delphiniums, anthuriums, crisantemi, gerbera, mathiolas; 600 rami di plumosa; 80 azalee e 600 lunghi rami di amenti lunghi di salice, lunghi rami di Eucalipto, e diversi tipi di verde.
La celebrazione si conclude con la messa e la tradizionale benedizione “Urbi et Orbi”, momento simbolico che estende il messaggio pasquale all’intera comunità internazionale dei fedeli, rafforzando il senso di unità e di speranza condivisa.
“Non lasciamoci paralizzare”. Papa Leone, l’annuncio ai fedeli durante la veglia di Pasqua
Nel corso della Veglia di Pasqua, Pope Leone XIV ha rivolto un invito deciso a non lasciarsi sopraffare dalle difficoltà che segnano il presente. Di fronte a un contesto globale attraversato da tensioni e ingiustizie, ha ribadito che “non lasciamocene paralizzare”, sottolineando come anche le situazioni più complesse possano essere affrontate e trasformate. Nel suo richiamo ha indicato sia fragilità interiori sia criticità collettive, citando “la sfiducia, la paura, l’egoismo, il rancore”, insieme a fenomeni più ampi come “la guerra, l’ingiustizia, la chiusura tra popoli e nazioni”.
Il messaggio assume così il tono di un invito concreto all’azione e alla responsabilità personale, fondato sulla fiducia nella possibilità di cambiamento. Il Pontefice ha infatti ricordato che “Tanti uomini e donne, nel corso dei secoli, con l’aiuto di Dio, le hanno rotolate via”, anche affrontando sacrifici importanti e, in alcuni casi, pagando “a costo della vita”, lasciando però “frutti di bene di cui ancora oggi beneficiamo”. In questa prospettiva, il coraggio di “parlare” e di agire con “parole di Dio” diventa un modello da seguire per contribuire a superare le difficoltà del mondo contemporaneo.
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