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Conte al Copasir: “Dimostrata la nostra estraneità al Russiagate”

Il Premier ribadisce che le riunioni tra Barr e i vertici dei nostri 007 si sono svolte in un totale rispetto istituzionale.

Giuseppe Conte Copasir

Subito dopo la riunione tenutasi al Copasir, Giuseppe Conte riferisce in una conferenza stampa i motivi per cui il ministro della giustizia americano ha incontrato i nostri 007. Specificando che quanto detto al Copasir è coperto da segreto, spiega i retroscena delle loro riunioni inserite nel cosiddetto Russiagate, ovvero l’inchiesta secondo cui ci sarebbero state infiltrazioni russe nella campagna elettorale statunitense del 2016.

Giuseppe Conte riferisce al Copasir

Innanzitutto il Premier ha specificato che la richiesta degli incontri è stata fatta da parte dell’America a giugno e non ad agosto, come qualcuno ha insinuato. Il dubbio era venuto dato che nel mese estivo, in piena crisi di governo, Trump aveva espresso il suo sostegno a “Giuseppi”. Per questo in molti avevano pensato che il suo tweet fosse collegato a questa vicenda. Ma Conte smentisce, aggiungendo di non aver mai parlato con Trump di questi incontri, che sono stati chiesti da Barr e non dal Presidente americano.

Spiega poi che il ruolo ricoperto da Barr non corrisponde esattamente a quello del nostro ministro della Giustizia.

E’ infatti anche responsabile dell’attività dell’FBI, ovvero uno dei 16 comparti di intelligence che agisce anche all’estero con il compito di controspionaggio. Questo, spiega Conte, ha fatto pervenire attraverso canali ordinari e diplomatici la richiesta di avere uno scambio di informazioni con i nostri Servizi per verificare il loro operato. Ci tiene a specificare che la premessa di questa richiesta è avvenuta da parte dell’interlocutore americano sul presupposto di non voler mettere in discussione le attività italiane. E aggiunge che lui stesso non ha mai interloquito con Barr né per telefono né per iscritto.

Gli incontri tra Barr e i servizi segreti

Continua spiegando quando e dove sono avvenuti questi incontri. Il primo risale al 15 agosto e il secondo al 27 settembre. Quella di agosto è stata una prima riunione tecnica alla quale ha preso parte il Direttore Generale del DIS Gennaro Vecchione.

Si è svolta nella sede di piazza Dante ed è servita a definire preliminarmente il perimetro della collaborazione. Si è inoltre messo in chiaro quali informazioni gli americani volessero verificare.

Anche il secondo si è svolto nello stesso luogo e questa volta vi hanno preso parte anche il Direttore di AISE e AISI, le nostre due agenzie operative. Qui i presenti hanno chiarito che alla luce delle verifiche fatte la nostra intelligence è estranea a questa vicenda e non ci sono elementi per insinuarne il suo coinvolgimento. L’esito dei due colloqui è dunque l’estraneità della nostri servizi segreti.

Conte ci tiene a sottolineare che l’interlocuzione è avvenuta in piena legalità e correttezza e ci ha consentito di chiarire che tutte le speculazioni non hanno colpito nel segno.

Conte: “Non dovevo informare ministri”

Tra le varie illazioni e osservazioni fatte su questa vicenda, qualcuno ha ipotizzato che lui avrebbe dovuto infromare i singoli ministri di questa interlocuzione.

Ma spiega: “Il Presidente del Consiglio ha la responsabilità della sicurezza e non la può condividere con nessun altro politico. Se avessi informato persone non legittimate a ricevere questa informazioni avrei violato la legge. Ho parlato oggi al Copasir perché non dovevo farlo prima. E comunque mi sono sentito quasi costretto a farlo“.


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