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Grazia del Presidente della Repubblica: che cos’è e chi può ottenerla

Molto spesso ci si trova a discutere di grazia del Presidente della Repubblica, ma come funziona questo particolare provvedimento del diritto penale?

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In concomitanza con la notizia della concessione della grazia ad Umberto Bossi, avvenuta nella serata del 5 dicembre, è tornato di grande attualità tra i commentatori del web il suddetto provvedimento previsto dalla nostra Costituzione italiana. Ma di preciso in cosa consiste la grazia? Chi ne può beneficiare, chi la può concedere e soprattutto in quali particolari circostanze?

La grazia del Presidente della Repubblica

Il provvedimento della grazia consiste nella cancellazione della pena principale di un condannato in via definitiva ed è formalmente un atto di clemenza che può essere concesso soltanto dal Presidente della Repubblica. Esso viene indirizzato nei confronti di detenuti in stato di età avanzata, in gravi condizioni di salute o di chi ha tenuto una condotta esemplare durante il periodo di reclusione ad esempio collaborando con la giustizia.

La grazia è prevista dall’articolo 87 della Costituzione, che ne disciplina le modalità, e può essere richiesta sia dal condannato in persona che dai suoi familiari, dai suoi avvocati o dal Presidente del consiglio di disciplina.

Stando a quanto recita inoltre l’articolo 681 del Codice di procedura penale, la grazia può essere sottoposta ad alcune condizioni quando: “L’esecuzione della sentenza o del decreto penale fino alla scadenza del termine stabilito nel decreto di concessione o, se non fu stabilito termine, fino alla scadenza del quarto mese dal giorno della pubblicazione del decreto”.

La lettera di richiesta

È possibile infatti che a seguito della grazia, l’ormai ex condannato sia comunque tenuto al pagamento di un’ammenda, come al risarcimento della persona offesa dal reato o al divieto di soggiorno in Italia per un determinato periodo di tempo.

L’applicabilità o meno di tutte queste condizioni è comunque sempre a discrezione del Presidente della Repubblica. Pur cancellando la pena principale inoltre, il provvedimento di grazia mantiene comunque in vigore le cosiddette pene accessorie e gli effetti penali nei confronti del condannato.

La richiesta di grazia deve peraltro essere consegnata al Presidente dell repubblica in lettera aperta, precisando le generalità del condannato, la descrizione giuridica della vicenda e l’eventuale perdono dei familiari delle vittime. A quel punto il Capo dello Stato può esprimersi attraverso un decreto, anche se può capitare che la grazie venga concessa anche senza la presentazione di una lettera, a patto però che sia già avvenuta la fase istruttoria del processo. Una volta concessa la grazia, il pubblico ministero può ordinare la scarcerazione del condannato.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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