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Conte sul Dl Semplificazioni: “L’Italia non vuole fare passi indietro”

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Durante un veloce punto stampa il premier Conte ha ribadito come l'Italia abbia bisogno del Dl semplificazioni per ripartire nel post coronavirus.

Durante un veloce punto stampa con i giornalisti il premier Giuseppe Conte ha spiegato come l’Italia abbia al momento bisogno di approvare il Dl semplificazioni:L’Italia non è disposta a fare passi indietro, l’Italia ha sofferto tanto in questi mesi che vuole una ripresa veloce, pronta, certa e questo è il momento del coraggio”.

Conte ha poi aggiunto: “Non ho assolutamente motivo di dubitare che pur nella varietà di posizioni all’interno della maggioranza si trovi la convergenza per una semplificazione vera. Adesso occorre un passo risolutivo.

Conte sul Dl Semplificazioni

Nel corso del suo intervento, il presidente del Consiglio ha inoltre affermato come non abbia senso impedire il progresso del Paese per paura di infiltrazioni criminali: “Non possiamo concederci di mancare questo appuntamento storico per l’Italia.

Adesso è necessario, non ci sono altre possibilità, tutti dobbiamo osare avendo cura che ci siano dei presidi di legalità rafforzati, a cui stiamo lavorando. Non possiamo accettare il principio per cui in Italia non facciamo o facciamo lentamente per paura di infiltrazioni criminali o per paura di episodi di illegalità”.

Proprio in merito al timore di infiltrazioni criminali all’interno degli appalti per le grandi opere, il premier ha citato il lavoro fatto con il ponte Morandi, il cosiddetto modello Genova: “Il modello Genova ha funzionato, tant’è vero che ci sono state un paio di situazioni in cui si è subito intervenuti.

Adesso noi stiamo rafforzando quei controlli”.

Le tensioni nella maggioranza

Per quanto riguarda invece la stabilità della maggioranza di governo, Conte ha ribadito l’assenza di tensioni al suo interno confermando invece la presenza di un dibattito costruttivo come si è potuto vedere anche durante la stesura del Decreto Rilancio: “La maggioranza è compatta e lo vedete anche col Decreto Rilancio. È stato fatto un grandissimo lavoro, abbiamo portato in Parlamento due forse anche tre manovre di bilancio.

[…] Se volete misurare la maggioranza misuratela sul lavoro concreto che ha fatto, non su termini astratti sui titoli dei giornali”.

I nodi Mes ed elezioni regionali

In merito alla questione del Mes, il premier ha preferito sorvolare spiegando come sia inutile parlarne in questo momento dato che i negoziati europei non sono ancora stati completati: “Sul Mes è legittimo aprire un dibattito. Ci sarà un momento in cui avremo completato il negoziato europeo e avremo anche davanti agli occhi i conti delle casse dello Stato.

A quel punto dovremo valutare le opinioni di tutti.

Rispondendo invece a una domanda in merito alla ormai certa corsa separata di M5s e Pd alle prossime elezioni regionali di settembre, il presidente del Consiglio ha affermato: “Faccio solo un’osservazione: noi stiamo perseguendo un progetto di rilancio del Paese, lo abbiamo condiviso con tutte le forze produttive e sociali del Paese. Secondo voi è giusto poi non tenere contro che questa azione di governo si lascia ispirare da questo progetto forte? È possibile che non riusciamo a trovare a livello territoriale un momento di sintesi? Sarebbe una sconfitta per tutti, anche per me”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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sporcamp ingiuria vicchy con parenti e amici...
2 Luglio 2020 23:41

e petroniani idem


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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