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Dpcm, proteste per chiusura cinema e teatri: le parole di Franceschini

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Proteste per il nuovo dpcm che chiude cinema e teatri. Franceschini risponde: "Era inevitabile. Non è il tempo delle divisioni".

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Il ministro Dario Franceschini replica alle accuse e alle proteste che si sono venute a creare dopo la pubblicazione del nuovo dpcm e la conseguente chiusura di cinema e teatri. Per il ministro dei beni e delle attività culturali la chiusura drastica dei settori della cultura è stata una scelta sofferma ma necessaria.

In un video pubblicato su Facebook invita la Tv a dare più spazio alla cultura e all’arte.

Dpcm, Franceschini risponde alle proteste

Durante la giornata di domenica 25 ottobre, molti personaggi dello spettacolo, cantanti, attori e maestranze varie, si sono schierati contro il nuovo dpcm.

Il decreto, siglato dal presidente del consiglio, obbliga la chiusura di teatri e cinema. La polemica è scoppiata subito da parte dei lavoratori dello spettacolo che, ancora una volta, si sono visti penalizzati dalle scelte del governo.

Secondo l’associazione generale italiana dello spettacolo, teatri e cinema sarebbero da sempre luoghi sicuro e attenti alla sanificazione. L’associazione, a questo proposito, ha pubblicato un prospetto in cui si evince che nel periodo che va dal 15 giugno al 10 ottobre sia avvenuto un solo contagio.

Motivo per cui molti artisti hanno deciso di far sentire la loro voce e chiedere al ministro Franceschini delle spiegazioni.Secondo il ministro la situazione sarebbe particolarmente preoccupante. Con un post all’interno del suo profilo Facebook ha risposto alle numeroso accuse e proteste nei suoi riguardi. “E’ comprensibile ma ho l’impressione che non si sia percepita la gravità della crisi e i rischi del contagio in questo momento” – afferma Franceschini in video su Facebook.

“Sarà il tempo a dire se saranno state scelte giuste o sbagliate ma questo era il momento di prendere decisioni: prima si interviene, prima si blocca la crescita esponenziale della curva“.

L’appello di Franceschini alle TV

Il ministro chiede che questo non diventi un motivo in più per creare divisioni. “Oggi di fronte ai contagi, di fronte ai malati, di fronte ai rischi per la vita e la salute non è questo il tempo.

Per questo chiedo a voi personalità della cultura che avete una grande influenza sull’opinione pubblica perché siete testimonial di una forza così grande com’è in Italia la cultura, di dare un contributo per la coesione sociale. Ne abbiamo un grande bisogno”.

Franceschini poi continua chiedendo man forte alle tv e rivolgendo un appello. “Questa mattina ho scritto una lettera alle televisioni, quella pubblica, ma anche quelle private, per chiedere di dare più spazio alla cultura, di comprare spettacoli, trasmetterli, pagare i diritti, per aiutare la cultura non in modo simbolico, ma materiale – continua il ministro. Stiamo lavorando da qualche mese sulla piattaforma della cultura italiana che potrà offrire in streaming la possibilità di vedere uno spettacolo in modo da avere entrate e far girare la cultura italiana nel mondo senza pensare in nessun modo di sostituire il rapporto diretto con il pubblico, ma integrandolo”.

Messinese, classe 1993, laureata magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso La Sapienza di Roma. Collabora con “Auralcrave”, “Che tv fa”, “Metropolitan Magazine”.


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Lucio Caratozzolo
27 Ottobre 2020 09:53

Le messe sì, il teatro no?


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Maria Zanghì

Messinese, classe 1993, laureata magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso La Sapienza di Roma. Collabora con “Auralcrave”, “Che tv fa”, “Metropolitan Magazine”.

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