> > Agente spara a un fermato a Prato, è indagato. Salvini: “Ha fatto il suo l...

Agente spara a un fermato a Prato, è indagato. Salvini: “Ha fatto il suo lavoro”

Agente spara a un fermato a Prato, è indagato. Salvini: “Ha fatto il suo lavoro”

Tre colpi di pistola durante il tentativo di fuga in Pronto soccorso a Prato: il 22enne è rimasto ferito, indagato l’agente.

Il caso dell’agente della polizia penitenziaria che a Prato ha sparato a un 22enne fermato approda anche sul terreno politico. Mentre la Procura indaga per tentato omicidio, Matteo Salvini e il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni difendono l’operato del poliziotto.

Prato, agente spara tre colpi al 22enne fermato: la Procura indaga per tentato omicidio

È finito al centro di un’inchiesta il caso avvenuto nel tardo pomeriggio del 16 agosto a Prato, dove un agente della polizia penitenziaria ha esploso alcuni colpi di pistola contro un 22enne di nazionalità marocchina, fermato poco prima nei pressi del carcere. Secondo la ricostruzione degli agenti, il giovane sarebbe stato sorpreso mentre tentava di lanciare all’interno dell’istituto penitenziario un plico contenente hashish.

Durante la successiva fuga sarebbe caduto e, per questo motivo, era stato accompagnato al Pronto soccorso. Qui, pur essendo ammanettato, avrebbe afferrato un estintore e lo avrebbe azionato per creare confusione, tentando poi di dirigersi verso l’uscita. A quel punto l’agente avrebbe sparato tre colpi: resta da chiarire se tutti fossero indirizzati verso il 22enne oppure se uno o due siano stati esplosi in aria come avvertimento, comunque all’interno della struttura sanitaria.

Uno dei proiettili ha raggiunto il giovane a una gamba, provocandogli una ferita giudicata lieve.

Sull’episodio la Procura di Prato ha aperto un fascicolo per tentato omicidio. Il procuratore Luca Tescaroli, facendo riferimento alle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza, ha evidenziato che il giovane si trovava “all’interno di un ambiente chiuso dal quale non poteva uscire” ed era “ammanettato” quando l’agente avrebbe esploso “contro il ragazzo tre colpi di pistola, uno dei quali l’ha colpito“. Una ricostruzione sulla quale dovranno ora concentrarsi gli accertamenti degli inquirenti. Di posizione diversa il legale dell’agente, Vittorio Luigi Fucci, secondo cui nell’azione sarebbe ravvisabile una “evidente causa di giustificazione“. La difesa auspica quindi l’applicazione del cosiddetto scudo penale, la norma introdotta dal governo Meloni con i decreti Sicurezza che mira a evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati degli appartenenti alle forze dell’ordine in determinate circostanze, senza tuttavia impedire la prosecuzione degli accertamenti.

Prato, agente spara a un 22enne fermato: Salvini e Balboni difendono il poliziotto

La vicenda ha rapidamente assunto anche una dimensione politica. Tra i primi a intervenire è stato il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che sui social ha espresso “totale sostegno” all’agente della polizia penitenziaria. Secondo Salvini, il poliziotto avrebbe “fatto il suo lavoro” e “protetto la sicurezza di decine di cittadini per bene“. Sulla stessa linea il sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia Alberto Balboni, che ha manifestato solidarietà all’agente e contestato la qualificazione giuridica scelta dalla Procura. Per l’esponente di FdI sarebbe “davvero inconsistente l’accusa di tentato omicidio“, sostenendo che l’agente “ha fatto il proprio dovere per fermare l’aggressione di un esagitato che cercava di fuggire“.

Balboni ha quindi auspicato una revisione dell’ipotesi di reato formulata dagli inquirenti, dichiarando: “Mi auguro che al più presto la sua posizione venga ricondotta nei termini corretti di legge“. Le prese di posizione dei due esponenti della maggioranza arrivano mentre l’inchiesta è ancora nella fase iniziale e la Procura sta ricostruendo nel dettaglio quanto accaduto all’interno del Pronto soccorso. Al centro degli accertamenti resta soprattutto la dinamica documentata dalle telecamere e la valutazione delle condizioni nelle quali si trovava il 22enne al momento degli spari, elementi che saranno determinanti per stabilire eventuali responsabilità dell’agente.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app