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Rabarbaro: proprietà terapeutiche e benefici
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Rabarbaro: proprietà terapeutiche e benefici

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Il rabarbaro è una pianta che proviene dall’Oriente, ricca di nutrienti. Quali sono le proprietà terapeutiche e i benefici? Come si assume? Alcuni consigli.

Il rabarbaro, conosciuto anche con i nomi scientifici di Rheum palmatum o officinale, è una pianta originaria dell’Oriente, in particolare della Cina e del Tibet. Come accade per molte piante, anche del rabarbaro esistono diverse specie. Le più comuni ed utilizzate sono 3 e si distinguono in base al colore del fusto. La prima è la varietà con polpa e fusto verde, la seconda è la varietà con fusto rosso e polpa verde, infine l’ultima: varietà con fusto e polpa entrambi rossi. Nonostante provenga dall’Asia, questo ortaggio si è adattato bene anche ai climi occidentali, specialmente a quello mediterraneo. L’unica necessità della pianta è l’irrigazione costante, altrimenti rischia la disidratazione. Fusto eretto, radici di grandi dimensioni che contengono i principi attivi della pianta e foglie grandi: ecco le caratteristiche della pianta. Ma quali sono le proprietà terapeutiche e i benefici del rabarbaro?

Rabarbaro: valori nutrizionali

La prima cosa da sapere sul rabarbaro è che sono gli steli e non le foglie ad essere commestibili.

Le foglie infatti sono tossiche, quindi poco adatte in cucina. Gambi e steli contengono un succo ricco di nutrienti e possono essere mangiati crudi o spremuti per ricavarne il succo. Essendo ricco d’acqua, il rabarbaro ha un basso apporto calorico. Ciò significa che è adatto a chi è a dieta o semplicemente è molto attento alla linea. Infatti 100g di rabarbaro contengono solo 21Kcal. Contiene anche carboidrati e fibre, insieme alle vitamine B e C. Ma quello che rende così speciale questo ortaggio sono i sali minerali: magnesio, potassio, calcio, fosforo e sodio. I benefici non si fermano qui ovviamente. Le molte proprietà benefiche per l’organismo hanno portato questa pianta ad essere riconosciuta come un vero e proprio farmaco nella farmacopea generale. Ecco le proprietà terapeutiche nello specifico.

Rabarbaro: le proprietà terapeutiche

In fitoterapia, la parte del rabarbaro considerata più benefica è il rizoma – una parte del fusto. Molti sono i principi attivi che esso contiene, uno su tutti i glucosidi antrachinonici.

Assunta oralmente, questa sostanza combatte la stipsi e le emorroidi. Questo perché una volta arrivati al colon, i glucosidi vengono metabolizzati dalla flora batterica e stimolano il movimento intestinale – peristalsi. Proprio la peristalsi favorisce un’azione lassativa naturale. Questo ortaggio contiene anche potenti antiossidanti come i flavonoidi, i polifenoli – in particolare i tannini – e l’acido gallico. Come molti sanno, gli antiossidanti contrastano i radicali liberi, rallentano l’invecchiamento cellulare e impediscono lo sviluppo di cellule tumorali. Il rabarbaro è però anche molto utile per prevenire le infezioni gastrointestinali.

Un derivato glucosidico che accelera la digestione, la reina, insieme all’azione antibatterica degli estratti etanolici, ha proprio un’azione antibatterica. In particolare, queste sostanze sono molto utili per combattere le infezioni intestinali, come quella causata da Helicobacter pylori, responsabile di ulcera e gastrite. Non solo. L’azione antibatterica delle sostanze contenute nel rabarbaro è efficace anche per contrastare infezioni localizzate. È il caso delle afte, che si manifestano nel cavo orale e gengivale.

Infine l’acino cinnamico ha un’azione detergente e previene la formazione di funghi. In commercio il rabarbaro è usato come base in molti medicinali ma si può anche trovare il altre forme. In capsule naturali nelle erboristerie, in tintura madre, sempre nelle erboristerie e sotto forma di infuso. Per le dosi e la somministrazione è sempre opportuno consultare uno specialista.

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