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Referendum 12 giugno 2022, spiegazione: tutto quello che c’è da sapere

Gli italiani saranno chiamati a dire la loro con lo strumento dei referendum del12 giugno 2022 che riguarderanno la giustizia ed alcune norme

Il 12 giugno si voterà anche per i referendum sulla giustizia

I referendum abrogativi in tema giustizia sono previsti per domenica 12 giugno 2022, dopo che la Corte costituzionale li aveva dichiarato ammissibili il 16 febbraio scorso. Sono cinque quesiti in tutto, sono stati promossi da Lega e Radicali ed  ed avranno carattere abrogativo.

Il primo punta ad abolire il decreto legislativo 235 del 2012, detto anche Legge Severino. La legge dice che chi viene condannato in via definitiva a più di due anni di carcere per reati di allarme sociale, contro la pubblica amministrazione e non colposi non può candidarsi

Referendum 12 giugno 2022

Con il si al referendum proposti da Lega e Radicali i condannati in via definitiva potranno candidarsi o continuare il proprio mandato.

Il secondo quesito è in merito all’abrogazione delle norme sulle elezioni dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura. Oggi un magistrato che voglia candidarsi al Csm deve raccogliere dalle 25 alle 50 firme. Con la vittoria del si non se ne dovrebbero raccogliere affatto. C’è poi il referendum che punta ad abrogare le norme sulle competenze dei membri laici nei Consigli giudiziari

Valutazione, misure e carriere

I Consigli giudiziari decidono anche in materia di valutazioni di professionalità dei magistrati.

Con la vittoria del si a quella valutazioni parteciperanno anche avvocati e professori. Il referendum numero quattro è quello sulla separazione delle carriere e funzioni dei magistrati. Se al referendum vinceranno i sì il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera se vuole essere pubblico ministero o giudice. Il quinto quesito vuole limitare le misure cautelari, con abrogazione dell’ultimo inciso dell’art. 274. Che significa? Oggi le misure cautelari possono essere motivate dal pericolo che la persona indagata sia a rischio reiterazione del reato, di fuga o di alterazione delle prove a suo carico.

Se vincerà il sì verrà abrogata la motivazione della reiterazione del reato

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