Rhoda Derry: schizofrenia o entità sovrannaturali?
Rhoda Derry: schizofrenia o entità sovrannaturali?
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Rhoda Derry: schizofrenia o entità sovrannaturali?

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Un inquietante episodio di un fatto di cronaca americano, la vita di Rhoda Derry.

Il nome di Rhoda Derry è collegato alla terribile vicenda che coinvolse la comunità di Madison County alla fine dell’ ‘800. La triste storia della donna è pervenuta a noi grazie alla preziosa testimonianza di Harry M. Hyatt, ministro della città di Quincy. Nei primi anni del ‘900, decise di raccogliere la storia di Rhoda Derry insieme ad altre simili, all’interno del libro “Folklore della contea di Adams, Illinois”.

Rhoda Derry, la storia

Rhoda Derry nacque nell’Iowa il 10 ottobre del 1834 da una famiglia di contadini. La Derry viveva nella fattoria di Gilmer Township, situata nella contea di Adams, in Illinois; la donna aveva otto fratelli con i quali trascorse l’infanzia e l’adolescenza. All’età di 16 anni accadde quello che capita a tutte le giovani ragazze: si innamorò. Il fortunato era il giovane fattore Charles Phenix, che viveva in una fattoria poco lontano dalla sua. La madre del ragazzo si oppose fin da subito alla relazione e proibì a Charles di vedere Rhoda.

L’inizio del dolore

Nancy, la madre di Charles, vietò al figlio di vedere la giovane perché la nonna paterna della ragazza, Mary, era accusata di essere una strega.

Rhoda iniziò a soffrire di primi disturbi psichici proprio nel travagliato periodo in cui fu allontanata da Charles: la giovane, a causa delle minacce e dell’allontanamento dal suo amore, soffrì terribilmente. La ragazza iniziò inoltre a trattare male la nonna, che, secondo lei, era la ragione della sua sofferenza. Cominciò a insultarla in pubblico e più volte la chiamò strega davanti alla comunità. Rhoda sperava che la nonna scomparisse dalla sua vita così da liberarsi di quel destino gravoso, che la seguiva come un’ombra, e che la comunità di Madison County non vedeva di buon occhio. La nonna, a un certo punto, di comune accordo con la famiglia, decise di partire per raggiungere la Pennsylvania. Si dice, però, che prima di andarsene lanciò una maledizione sulla nipote che l’aveva tanto calunniata.

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La malattia mentale

Dopo la partenza della nonna, Rhoda Derry cominciò a manifestare chiari segni di follia e squilibrio mentale. Tra i più evidenti, l’abitudine di parlare da sola, quella di vestirsi con abiti sporchi e l’inizio di sbalzi d’umore, cosa peggiore, cominciò a essere aggressiva. La sua condizione peggiorò notevolmente con il passare del tempo.

Il suo stato mentale ebbe a un certo punto una metamorfosi. La follia divenne silenziosa, quasi catatonica e Rhoda affermò di sentire delle voci. Uno dei sintomi più frequenti era la visione, da parte della ragazza, di un demone, il cosiddetto “Old Scratch”.

La famiglia Derry decise di rinchiudere la giovane in un istituto psichiatrico. In principio, Rhoda fu mandata al Mental Hospital di Jacksonville. Sfortunatamente, però, la struttura era piena e i medici non avevano modo di occuparsi di lei. I genitori la mandarono quindi alla almshouse della contea di Adams. Non si trattava di una vera e propria casa di cura, ma di un ospizio per senzatetto. Quando si trasferì nella struttura, le condizioni di Rhoda cominciarono a peggiorare.

Il peggioramento della situazione

Durante la permanenza alla almshouse, Rhoda diede massimo sfogo alla sua violenza, fino a che i medici non decisero di trattenerla con la camicia di forza. Il demone “Old Scratch” continuava a farle visita, finché un giorno la ragazza decise di cavarsi gli occhi per non vederlo più. Nel frattempo, i suoi comportamenti ebbero un costante peggioramento. Alla fine, il personale della almshouse decise di rinchiuderla in una gabbia. Rhoda rimase rinchiusa al suo interno per circa 40 anni. Tutto quel tempo trascorso nella stessa posizione, senza muoversi, causò alla ragazza un’atrofia permanente dei muscoli fino al punto che non fu più in grado di camminare. Il 12 febbraio del 1892, grazie a un articolo pubblicato sul Quincy Daily Journal, la comunità venne a conoscenza delle terribili condizioni in cui Rhoda era costretta a vivere.

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Rhoda venne liberata dalla gabbia nel 1904. La giovane fu presa in cura dal dottor George A. Zeller, un medico pioniere della psichiatria. L’uomo la accolse presso l’Asylum di Bartonville, a ovest di Peoria, dove Rhoda ebbe finalmente un letto, del cibo due volte al giorno e la possibilità di lavarsi quotidianamente. Rhoda Derry morì il 9 ottobre del 1906. Fu sepolta nel campus dell’istituto con il suo numero di matricola: la sua è la tomba numero 217, tutt’oggi visitabile.

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