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Scomparsa Riccardo Branchini, via allo svuotamento dell’invaso del Furlo: ispezioni nei fondali

Riccardo Branchini scomparso

Operazione di svuotamento dell’invaso del Furlo per riattivare le ricerche di Riccardo Branchini, scomparso nell’ottobre 2024.

La Regione Marche ha autorizzato lo svuotamento dell’invaso del Furlo, sul fiume Candigliano, per consentire nuove verifiche nei fondali nell’ambito delle ricerche di Riccardo Branchini, il 19enne scomparso nell’ottobre 2024. L’intervento, richiesto dalla famiglia e già condiviso dalle autorità locali, mira a fare chiarezza su una vicenda ancora senza risposte definitive, concentrando le operazioni nell’area dove era stata ritrovata l’auto del giovane.

Riccardo Branchini scomparso nell’ottobre 2024

La scomparsa di Riccardo Branchini risale al 13 ottobre 2024, quando il giovane lasciò la propria abitazione ad Acqualagna a bordo dell’auto della madre. Il veicolo venne ritrovato il giorno successivo nei pressi della diga del Furlo, con all’interno effetti personali e documenti, elemento che ha reso l’area centrale nelle indagini.

In precedenza, a metà dicembre 2024, erano già stati impiegati sonar e strumenti subacquei avanzati per scandagliare il bacino, senza però individuare elementi utili.

La famiglia continua a chiedere chiarezza e spera che lo svuotamento possa finalmente fornire una risposta definitiva. In passato, le autorità avevano già effettuato ulteriori scandagli del fondale, dopo il diniego iniziale allo svuotamento completo della diga, concordati con la Procura di Urbino.

Conclusa questa fase, l’invaso verrà nuovamente riempito per garantire le riserve idriche necessarie alla stagione estiva.

Riccardo Branchini scomparso: via libera della Regione Marche allo svuotamento della diga del Furlo

Come riportato dal TGR Marche, la Regione Marche ha dato il via libera formale allo svuotamento dell’invaso del Furlo, sul fiume Candigliano, attraverso il rilascio dell’Autorizzazione al Piano Operativo. L’intervento è finalizzato a proseguire e approfondire le ricerche di Riccardo Branchini, il giovane di 19 anni scomparso ad Acqualagna nell’ottobre 2024.

La decisione arriva su richiesta della famiglia del ragazzo e dopo il precedente assenso della Provincia di Pesaro e Urbino, mentre l’atto definitivo spettava all’ente regionale. L’obiettivo principale è quello di consentire un’ispezione accurata dei fondali dell’invaso, dove si concentrano le speranze di trovare risposte su una vicenda ancora avvolta nel mistero. Secondo quanto riportato dalla testata locale, il gestore dell’impianto, Enel Green Power, interromperà gradualmente la produzione di energia e procederà allo svuotamento di circa 450.000 metri cubi d’acqua, abbassando il livello sotto la quota minima di regolazione. L’intera operazione dovrebbe durare circa una settimana, così da garantire un deflusso controllato e ridurre il rischio di criticità idrogeologiche o ambientali, come l’eccessiva torbidità delle acque.

La Regione ha sottolineato di aver accolto la richiesta dei familiari cercando di offrire un sostegno concreto, pur nella consapevolezza dell’incertezza dell’esito delle operazioni.