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Rifugio La Riposa: inclusione e natura in Valle di Susa

Rifugio La Riposa: inclusione e natura in Valle di Susa

A 2.185 metri di quota, il rifugio La Riposa si trasforma in un simbolo di inclusione, grazie alla Fondazione Un Passo Insieme.

In un angolo remoto delle Alpi, a 2.185 metri di altitudine sopra Mompantero, sorge il rifugio La Riposa, un luogo che sta ridefinendo il concetto di accessibilità in montagna. Ai piedi del maestoso Rocciamelone, questo rifugio è diventato un faro di inclusione grazie all’impegno della Fondazione Un Passo Insieme di Val della Torre.

La Fondazione, specializzata in percorsi di autonomia per persone con disabilità cognitive, psichiatriche, neuromotorie e relazionali, ha trasformato il rifugio in un modello di accoglienza unico nel suo genere. Dal 2026, il rifugio è gestito dalla Fondazione con l’obiettivo di offrire un’esperienza di vacanza e benessere a tutti, senza esclusione.

Un progetto pionieristico per l’inclusione in montagna

Il progetto di inclusione alpina è nato con l’intento di permettere a tutte le persone, indipendentemente dalle loro condizioni di fragilità, di vivere appieno la montagna. La gestione del rifugio, affidata dal Comune di Mompantero fino, ha permesso di creare un ambiente accogliente e accessibile, dove gli ospiti possono partecipare attivamente alla vita quotidiana del rifugio.

Durante la stagione estiva, il rifugio ospita gruppi di persone con disabilità, accompagnate da un’équipe di professionisti sanitari e sociosanitari. Le attività proposte vanno dal pernottamento alla ristorazione, fino a laboratori ambientali e escursioni, tutti pensati per favorire l’autonomia e la relazione con la natura.

Adattamenti strutturali e attività personalizzate

Per rendere il rifugio davvero accessibile, sono stati realizzati adattamenti strutturali specifici, come percorsi facilitati e spazi pensati per persone con disabilità motorie e cognitive. La presenza costante degli operatori permette di personalizzare ogni soggiorno, garantendo un’esperienza sicura e gratificante.

Le attività proposte non sono solo ricreative, ma hanno un forte valore educativo. Preparare una sala, collaborare nella gestione degli spazi e accogliere gli escursionisti sono occasioni concrete per rafforzare l’autonomia personale e le competenze relazionali. Questo approccio trasforma il rifugio in un laboratorio di vita dove la disabilità non è un ostacolo, ma una parte integrante dell’esperienza.

Il sostegno della Città metropolitana di Torino

Il progetto ha ricevuto un importante contributo dalla Città metropolitana di Torino che ha scelto di sostenere una delle settimane di inclusione in quota. Il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo ha visitato il rifugio, incontrando operatori e ospiti della Fondazione.

“Siamo contenti di aver dato una mano a questa esperienza sfidante e ben riuscita”, ha dichiarato Suppo. “Una vera occasione di crescita collettiva ideata dagli amici della Fondazione di Val della Torre che hanno colto a pieno il senso di inclusione e di armonia offerto dal territorio montano.”

La visione della Fondazione Un Passo Insieme

Per Andrea Vezzoli, direttore esecutivo della Fondazione Un Passo Insieme, il progetto nasce con un obiettivo preciso: “Abbiamo creato questo progetto per permettere a tutte le persone che vivono uno stato di fragilità di entrare in contatto con la montagna, regno da sempre di inclusione e benessere.”

La montagna, tradizionalmente associata alla fatica e alla conquista della vetta, diventa così uno strumento educativo e di crescita. Il rifugio La Riposa rappresenta un esempio concreto di come l’alta montagna possa diventare uno spazio aperto, accogliente e accessibile, dove la condivisione dell’esperienza supera ogni barriera.

In un luogo dove il silenzio e la natura regnano sovrani, il progetto aggiunge un significato diverso: quello di una montagna nella quale ciascuno può trovare il proprio passo. La sfida non è soltanto arrivare in quota, ma costruire condizioni perché fragilità e autonomia possano convivere senza trasformarsi in esclusione.

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