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Coronavirus, uno spray nasale potrebbe contrastarlo: al via la sperimentazione

Uno spray nasale, scoperto dai ricercatori cinesi, sta rivelando effetti promettenti sia per la cura del coronavirus, sia per i tempi di realizzazione

coronavirus spray nasale
coronavirus spray nasale

Gennaro Ciliberto, presidente della Federazione Italiana Scienze della Vita, è convinto che il coronavirus si potrebbe curare con un farmaco nuovo: uno spray nasale. La dichiarazione si fonda su uno studio pubblicato dalla rivista Cell Research, nella quale alcuni ricercatori cinesi “hanno sintetizzato peptidi inibitori della fusione disegnati sulla sequenza del virus responsabile della pandemia”.

Questi sono stati coniugati “con il colesterolo e hanno dimostrato che uno in particolare – ha proseguito Ciliberto – è molto efficace nel bloccare la replicazione del virus in provetta”.

Coronavirus, corsa ai farmaci: spray nasale

Il meccanismo di questo spray nasale che sembra dare risultati promettenti contro il coronavirus non è nuovo: infatti, il farmaco era stato sperimentato anche nel 2009 e nel 2015. L’ultima sperimentazione, però, è specifica per il virus Sars-Cov2 e il suo meccanismo si basa sulla fusione della membrana con quella della cellula. Ciliberto ha detto che il farmaco è morto potente ma “è stato testato sui topi senza dar luogo ad effetti collaterali tossici”.

Un’altra notizia positiva è che questo farmaco, rispetto ai precedenti in sperimentazione, necessita di tempi brevi per il suo sviluppo: “Per poter ottenere un farmaco di questo genere – ha dichiarato ancora l’esperto – i tempi di sviluppo sono molto brevi. Innanzitutto perché la sintesi di questa molecola è chimica, quindi molto facile da realizzare, e poi è poco costosa“.

Essendo un farmaco dalla somministrazione intra-nasale, inoltre, non necessita di studi di tossicologia.

Quanto tempo dovremmo dunque attendere? “Se un’industria si mettesse subito all’opera – ha confessato Ciliberto -, nel giro di 3-4 mesi si potrebbe avere già il farmaco pronto per la sperimentazione. E in questo caso, se i risultati della sperimentazione fossero positivi, potremmo averlo a disposizione entro la fine dell’anno“.

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