×

Scuola, il ministro Bianchi illustra il piano per il rientro il Commissione Cultura alla Camera

Il titolare dell'Istruzione Bianchi sta intervenendo in Commissione Cultura alla Camera per illustrare le iniziative in vista dell'inizio della scuola.

ministro bianchi piano per inizio scuola

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha illustrato in Commissione Cultura alla Camera il piano per il riavvio in sicurezza dell’anno scolastico.

Bianchi in Commissione Cultura

L’esponente del governo ha inizialmente espresso soddisfazione per essere riuscito ad “avere tutti gli insegnanti al loro posto prima dell’inizio della scuola” per poi ricordare gli sforzi fatti durante l’anno precedente per riportare tutti gradualmente in presenza.

Durante l’estate, ha inoltre spiegato, gli istituti sono rimasti aperti per attività di accoglienza e progetti che hanno permesso un recupero di migliaia di ore di attività didattica.

Bianchi ha così continuato: “Siamo arrivati a settembre con una grande attenzione da parte di tutti. Nel contempo abbiamo utilizzato tutti i fondi europei disponibili e abbiamo investito 2,6 miliardi per la sicurezza fisica e sismica, 2 miliardi per la digitalizzazione, 2 miliardi per la riapertura e 850 milioni per i trasporti.

Il dato nuovo rispetto all’anno scorso è la vaccinazione: la scuola ha reagito più di ogni altro settore all’invito del presidente a vaccinarsi (siamo oltre al 92%). Ringrazio il Garante della Privacy per aver permesso di arrivare al 13 settembre con un adeguato sistema di controllo sui possessori di green pass: il preside, e soltanto lui, avrà sul computer la vista del personale presente in quella scuola con il bollino rosso/verde non cumulabile nel tempo“.

Bianchi in Commissione Cultura: le riforme del PNRR

“Da qui partono le vie per le riforme del PNRR. La prima è quella dell’ITS e la seconda quella sulla filiera del settore tecnico-professionale per permettere ai ragazzi percorsi di inserimento nel mondo lavorativo. Dobbiamo ritrovare la strada che ci permetta di ridurre questo insensato gap tra formazione e i bisogni dell’economia. L’unico vero problema che si può avere in questo percorso è il fabbisogno di risorse umane, l’unica vera ricchezza del nostro paese.

La terza riforma riguarda l’orientamento, che deve partire dal passaggio tra scuola primaria e secondaria e deve essere vissuto come un accompagnamento dei ragazzi verso le scelte importanti della loro vita. Ci sono poi due riforme che sono centrali per lo sviluppo della scuola: quella del reclutamento e quella della formazione iniziale e continua di tutto il personale (dirigenti compresi). L’ultima riforma è quella del ridimensionamento degli istituti, soprattutto quelli tecnici, e della numerosità delle classi. Le riforme, che sono di investimento, richiederanno una riflessione sul bilancio dello stato perché andranno sostenute in maniera adeguata. Nei prossimi mesi avremo un grande compito da svolgere per fare della scuola il centro pulsante del nostro paese“.

Contents.media
Ultima ora