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Simon: il gioco di memoria degli anni 80

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Simon, gioco di memoria elettronica, nato negli anno '80

Chi non ha sentito parlare di Simon? Per i pochi che non sanno di che cosa stiamo trattando, rispondiamo noi. Simon è un gioco elettronico dell’azienda Milton Bradley. Chi ha ideato questo famoso oggetto futuristico è Ralph Baer, che ha creato anche la prima console per videogiochi.

Il successo di Simon

Simon

Il gioco elettronico di cui stiamo trattando ebbe il suo esordio nel lontano 1978. In seguito divenne famoso in tutto il mondo. Simon è uno dei simboli culturali del pop degli anni ’80.

Sia genitori che insegnanti saranno stati molto felici all’epoca, questo gioco esercitava la mente degli studenti e di chiunque giocava.

Non è facile che i giovani si impegnino, alla fine delle lezioni, allo stesso modo.

Come si compone Simon

La descrizione di Simon è di un disco, provvisto di quattro pulsanti: rosso, blu, verde e giallo. Alternativamente, ma in modo del tutto casuale, i pulsanti si illuminano ed emettono una delle sette note musicali.

Quando il gioco ha terminato la sequenza, il giocatore, dovrebbe ricordarsela e riprodurla, premendo i tasti colorati. Si procede quindi in maniera sempre più difficile.

Nelle sequenze successive si aggiungeranno nuovi toni e ancora una volta chi gioca dovrà riprodurre.

La successione dei suoni e delle luci diverrà piano piano sempre più lunga e difficile.

Chi vince?

Chiunque poteva cimentarsi a Simon, non esistevano limiti per il numero dei giocatori, che potevano cimentarsi e gareggiare tra loro con lo stesso gioco. Ad esso vinceva, colui che aveva indovinato la sequenza più lunga.

All’inizio i programmatori Ralph Baers e Howard Morrison avevavo creato una versione del gioco da tavolo.

In seguito fu realizzata quella portatile e, visto il successo del gioco, un’altra variazione, la Pocket.

Simon, un allenamento importante

Infine venne alla luce la variante Super. Per vincere più facilmente, si può annotarsi i colori aggiunti volta per volta, seguendo il turno dei giocatori. Naturalmente in questo modo il gioco diviene molto più facile e l’allenamento serve a ben poco.

si può scrivere su un foglio il nome del colore della sequenza e di quelle che si aggiungeranno o segnare con un pennarello o pastello del rispettivo colore ma in questo modo il gioco sarebbe ovviamente più facile.

Il Simon originale non è più in produzione

Simon

Il Simon originale non è più in produzione. Hasbro commercializza alcune varianti, tra cui un Simon da viaggio e un Simon evoluto, che si chiama Simon Trickster. Quest’ultima creazione è dotata da diverse possibili modalità di gioco. In una di queste varianti, i quadranti non appaiono colorati. Doppia fatica per l’allenamento della memoria.

Ripetere le sequenze colorate, senza barare riscrivendole è un valido allenamento. Ragazzi ed adulti imparano giocando, anche le tecniche più adatte. Non solo giocare stanca meno che studiare, una poesia o una formula matematica sono più noiose da imparare, anche se in un certo senso hanno lo stesso effetto del gioco.

Chissà se qualcuno ha in casa il Simon originale, potrebbe valere una fortuna per i collezionisti! In ogni caso, originale o no si tratta di un gioco appassionante e di sicuro valore intellettuale. Benvenuto Simon!


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