Al termine del corteo per il 25 aprile a Roma, nei pressi del parco Schuster vicino alla basilica di San Paolo, due iscritti all’Anpi sono stati colpiti da alcuni spari esplosi con una pistola ad aria compressa mentre si allontanavano dalla manifestazione. L’episodio ha immediatamente attivato le indagini della Digos, che hanno portato all’identificazione del presunto responsabile: chi è il 21enne fermato nella notte.
L’aggressione al termine del corteo del 25 aprile a Roma
L’azione è avvenuta quando una coppia di manifestanti, marito e moglie con al collo il fazzoletto dell’Anpi, si stava allontanando dal corteo e si trovava in via delle Sette Chiese. In quel momento, secondo le testimonianze raccolte, il conducente dello scooter pare abbia estratto una pistola ad aria compressa e aperto il fuoco, esplodendo almeno tre colpi.
I proiettili a pallini avrebbero raggiunto le vittime in modo non grave: l’uomo alla zona del collo e del volto, la donna alla spalla.
Entrambi sarebbero stati soccorsi immediatamente dal personale sanitario del 118 e medicati sul posto per lievi escoriazioni, senza necessità di ricovero. L’episodio ha suscitato forte preoccupazione nell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, che lo ha definito particolarmente grave avvenuto proprio al termine di una manifestazione dedicata alla memoria della Resistenza.
Le indagini hanno continuato a concentrarsi sull’analisi dei video e dei testimoni, elementi che si sono rivelati decisivi per risalire rapidamente al presunto responsabile.
Spari al corteo del 25 aprile a Roma, due attivisti Anpi feriti: chi è il 21enne fermato
Come riportato dall’Ansa, è stato fermato un giovane di 21 anni ritenuto responsabile degli spari esplosi il 25 aprile scorso a Roma, nei pressi del parco Schuster, al termine delle celebrazioni per la Festa della Liberazione. L’episodio si è verificato nella zona vicina alla basilica di San Paolo e ha coinvolto due iscritti all’Anpi, rimasti lievemente feriti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Digos, coordinati dalla procura di Roma e con il supporto dell’antiterrorismo, il ragazzo avrebbe agito a bordo di uno scooter Honda SH bianco, indossando una giacca mimetica verde e un casco integrale scuro.
La svolta è arrivata dall’analisi dei filmati di sorveglianza, che avrebbe permesso di individuare dettagli decisivi come la targa del mezzo e i movimenti successivi alla fuga. In un fotogramma chiave, il giovane sarebbe stato riconosciuto pochi istanti dopo gli spari, consentendo di ricostruirne il percorso e arrivare alla sua identificazione. Durante le verifiche sarebbe stato perquisito e successivamente posto in stato di fermo; avrebbe inoltre ammesso le proprie responsabilità e dichiarato una presunta appartenenza alla “Brigata Ebraica”.