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St. Pauli, licenziato Sahin: reo di aver appoggiato la guerra in Siria

Il St. Pauli decide di licenziare Cenk Sahin per i ripetuti messaggi pro guerra in Siria.

Indipendentemente dal pensiero di ciascuno, uno degli errori che esponenti del mondo sportivo non devono commettere, è contagiare lo sport con gli avvenimenti politici. Sono due settori totalmente agli antipodi per vari sfaccettature, un eventuale contagio non potrebbe che portare a risultati indesiderati. Quello che sta accadendo in Siria con l’attacco turco contro i curdi, è qualcosa di talmente grande che non può davvero essere affrontato con semplici commenti via social. Molti giocatori di calcio, nelle ultime ore, stanno lanciando messaggio di appoggio all’azione di Erdogan. Alcune società tacciono, altre intervengono pubblicamente prendendo le distanze.

La decisione del St. Pauli

Una decisione forte forte è arrivata dalla Germania, in particolar modo dal St. Pauli, squadra di seconda divisione. La società ha deciso di licenziare Cenk Sahin, centrocampista turco che aveva elogiato l’attacco del proprio paese in Siria.

Come si può notare consultando parzialmente il comunicato, “i principali motivi sono il ripetuto disprezzo dei valori del club e la necessità di proteggere il giocatore. Il fatto che rifiutiamo ogni atto di guerra non può essere in discussione”. Naturalmente, sarà concessa al giocatore la facoltà di allenarsi con il resto del gruppo durante la settimana nonché la possibilità di stipulare nuovi contratti. In Italia, invece, non è arrivata alcuna manifestazione pubblica da parte di Juventus e Roma contro Demiral e Under, rei di aver pubblicato sui proprio profili Instagram messaggi a favore della guerra.


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