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Verona, si taglia alla gola con motosega: muore dissanguato

Drammatico incidente avvenuto a Verona, dove un uomo di 47 anni è morto dissanguato dopo essersi tagliato alla gola mentre lavorava con la motosega.

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Un incidente a dir poco drammatico è avvenuto a Verona, dove un uomo di quarantasette anni è morto dissanguato dopo essersi tagliato alla gola mentre stava lavorando con la motosega. La vicenda si è verificata in particolar modo a a Sant’Anna d’Alfaedo, nel Veronese.

Quando sono intervenuti i soccorritori dell’ambulanza ormai non c’era più niente da fare, con il quarantasettenne che era già morto per dissanguamento causato dalla lesione al collo.

Incidente a Verona

Un incidente mortale è avvenuto a Sant’Anna d’Alfaedo, nel Veronese, dove un uomo ha perso la vita mentre stava effettuando alcuni lavori in campagna con la motosega. Nello specifico, l’uomo, quarantasette anni, si è tagliato alla gola con la lama della motosega, provocandosi una profonda ferita che lo ha portato alla morte.

Quando i soccorritori sono intervenuti sul luogo in cui è avvenuto questo tragico incidente, ormai non c’era più niente da fare, in quanto il quarantasettenne era già morto per dissanguamento a causa delle gravi lesioni al collo.

Ora sarà compito dei carabinieri quello di indagare per cercare di ricostruire la dinamica di quanto avvenuto, nel tentativo di stabilire quali siano state le cause dell’incidente. Per questo motivo sono stati avviati i primi accertamenti.

I precedenti

Non è la prima volta in cui avviene qualcosa di tragico con la motosega in quel di Verona negli ultimi tempi. All’inizio di questo mese di gennaio, infatti, si è verificato un drammatico femminicidio, con una donna che è stata uccisa e fatta a pezzi dal compagno proprio con una motosega. Il corpo di Khadija, questo il nome della donna uccisa dal compagno, è stato ritrovato completamente smembrato nelle campagne viareggine.

La quarantaseienne era stata vista per l’ultima volta il 29 dicembre, con il suo corpo senza vita che è stato invece ritrovato il 30 dicembre.

Il compagno, Agim Ajdinaj, cinquantuno anni di origini albanesi, non aveva sporto alcuna denuncia relativa alla scomparsa della fidanzata. A preoccuparsi invece sono stati i familiari della donna, ai quali lei aveva confidato la volontà di far ritorno in Marocco. Negli ultimi tempi, infatti, Khadija aveva confessato anche di avere paura. E faceva bene ad averne, considerato che i resti del suo corpo sono stati ritrovati qualche giorno dopo la sua scomparsa. L’autopsia effettuata sul corpo della donna ha evidenziato lesioni al capo che portano alla conclusione che la vittima sia morta in seguito ad un forte colpo dopo essere stata percossa.

Successivamente l’uomo ha usato la sua motosega per ridurre il corpo della compagna a pezzi, smembrandolo completamente. Il suo obiettivo era quello di rendere la donna del tutto non identificabile, spargendo i vari pezzi del suo corpo in giro per la campagna. Nell’omicidio è rimasto coinvolto anche il nipote dell’uomo. Inizialmente sembrava che anche lui avesse partecipato all’uccisione della donna, ma successivi rilievi e accertamenti effettuati dagli inquirenti e anche la confessione di Ajdinaj hanno stabilito che il nipote si è occupato solamente dell’occultamento del cadavere della donna.

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