In un colpo di scena che potrebbe influenzare le prossime elezioni di medio termine, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di revocare un’ordinanza che bloccava l’ordine esecutivo di Donald Trump volto a limitare il voto per corrispondenza. La decisione, presa con un voto di 6-3, apre la strada a nuove restrizioni che potrebbero influenzare milioni di elettori.
L’ordine esecutivo firmato da Trump a prevede la creazione di elenchi federali di elettori aventi diritto e impone al Servizio Postale degli Stati Uniti (Usps) di consegnare le schede elettorali solo alle persone presenti in tali elenchi. Questa misura è stata accolta con grande preoccupazione da molti Stati, in particolare dalla California e dal Massachusetts, che hanno contestato la legittimità dell’intervento federale in una materia tradizionalmente gestita a livello locale.
Le implicazioni della decisione della Corte Suprema
La decisione della Corte Suprema, sebbene provvisoria, rappresenta una vittoria significativa per l’amministrazione Trump, che ha più volte criticato il ricorso diffuso al voto per corrispondenza. La maggioranza conservatrice della Corte ha accolto la richiesta dell’amministrazione di bloccare l’ordinanza emessa a giugno dal giudice federale del Massachusetts Indira Talwani, che aveva impedito l’attuazione delle nuove restrizioni in California e in altri 22 Stati.
La giudice Sonia Sotomayor, una dei tre giudici liberal che hanno votato contro la decisione, ha sottolineato che la Corte non ha ancora stabilito la legittimità delle misure adottate dall’amministrazione. La decisione si limita a rinviare l’esame di tali questioni, lasciando aperta la possibilità di ulteriori ricorsi legali. Questo significa che, nonostante il via libera della Corte Suprema, le restrizioni potrebbero ancora essere bloccate in una fase successiva, soprattutto in relazione alle elezioni di.
Le nuove restrizioni e le reazioni degli Stati
Le nuove restrizioni introdotte dall’ordine esecutivo di Trump prevedono la creazione di una State Citizenship List da parte del Dipartimento per la sicurezza Interna (DHS). Questa lista verrà elaborata incrociando i dati federali sulla cittadinanza e sulla naturalizzazione con i registri della Social Security Administration e altre banche dati governative. Inoltre, l’ordine presidenziale impone standard tecnici e grafici uniformi su scala nazionale, tra cui buste Official Election Mail dotate di codici a barre tracciabili.
La disposizione più controversa riguarda la logistica del recapito: l’Usps non potrà inoltrare le schede se il mittente o il destinatario non risultano inseriti in specifiche liste di partecipazione al voto per posta. Questa misura ha suscitato forte opposizione da parte di una vasta coalizione di 22 Stati, capeggiati dalla California, che denunciano un’invasione di campo del potere federale in una materia che la Costituzione assegna ai singoli Stati e alle amministrazioni locali.
Gli oppositori delle nuove restrizioni hanno segnalato gli impatti pratici e i costi immediati per gli apparati elettorali. Molti Stati avevano già ordinato buste e materiali per il 2026 che sarebbero divenuti fuori standard, mentre interi uffici sono stati costretti a dirottare personale dall’ordinaria gestione per approntare piani di adeguamento dell’ultimo minuto. La decisione della Corte Suprema, pur accogliendo la richiesta di sospensione avanzata dagli avvocati della Casa Bianca, ha lasciato intatto il giudizio di merito, che proseguirà davanti alla First Circuit.
Le prossime mosse e le elezioni di
Con le elezioni di medio termine previste per il 3, il tempo a disposizione per attuare le nuove restrizioni è estremamente limitato. L’adeguamento dei sistemi informativi statali, l’accreditamento ai portali federali del DHS e l’aggiornamento dei meccanismi di tracciamento dell’Usps richiedono passaggi tecnici e logistici che si scontrano con un calendario elettorale estremamente serrato.
Nonostante la decisione della Corte Suprema, rimane aperta la possibilità di ulteriori ricorsi legali che potrebbero impedire l’attuazione delle nuove restrizioni in tempo per le elezioni. L’amministrazione Trump, nel frattempo, ha sollecitato il Congresso ad approvare il cosiddetto SAVE America Act un provvedimento che introdurrebbe nuove restrizioni al voto a livello nazionale, tra cui la prova della cittadinanza per la registrazione elettorale e l’obbligo di presentare un documento di identità per votare. Finora, tuttavia, i suoi tentativi non hanno avuto successo.
